Spagna insolita: cosa vedere nella Valle de Benasque, Pirenei Aragonesi

Viaggio on the road tra le montagne più affascinanti della Spagna, i Pirenei Aragonesi. Partiamo alla scoperta della Valle de Benasque: cosa vedere in 3 giorni, come arrivare e le escursioni più belle.
Se siete qui è probabile che abbiate una gran voglia di montagna e natura o che siate alla ricerca di una Spagna insolita, fatta di luoghi non troppo convenzionali e massificati. In entrambi i casi, siete nel posto giusto.
Andrò dritta al punto: la Valle de Benasque è per me uno dei posti più belli della Spagna – tra quelli visti finora. Sarà che ho passato qui i magici giorni di giugno a ridosso di San Giovanni, sarà che a tratti somigliava tanto al mio Abruzzo, sta di fatto che questo luogo ha fatto breccia nel mio cuore.
Dire che Benasque sia una meta insolita non è del tutto corretto. In Spagna infatti, e anche in Francia per ragioni di vicinanza, questa regione è molto rinomata e frequentata da turisti locali durante tutto l’anno. In Italia e all’estero, invece, se ne sente parlare poco e maggiormente tra gli appassionati di montagna. Ecco perché secondo me possiamo definirla una meta – per noi – alternativa rispetto alle proposte di viaggio in Spagna più comuni.
Con la mia esperienza spero di invogliarvi a conoscere questo meraviglioso angolo di mondo.
Dove si trova la Valle del Benasque

Ma dove si trova questo luogo incantato? Siamo sui Pirenei spagnoli e più precisamente sul Pirineo Aragonés, nella comunità autonoma di Aragón, in provincia di Huesca. Il confine con la Francia è molto vicino e le altitudini vanno dai 1.000 metri dei paesi più a valle, fino ai 3.000 metri delle vette più alte. Non a caso, si tratta di località molto ambite da chi pratica sport alpini: vengono a sciare qui persone da tutta la Spagna.
La valle, i suoi borghi e i monti più alti dei Pirenei aragonesi, sono parte della riserva protetta Parque Nacional Posets-Madaleta.
Come arrivare sui Pirenei Aragonesi
La Valle de Benasque si trova a poco meno di quattro ore di auto da Barcellona e due da Leida. Ciò la rende una destinazione ideale per chi magari ha già visitato Barcellona ed è in cerca di una meta spagnola diversa dal solito.
Per il noleggio auto vi suggerisco, come sempre, di affidarvi a Discover Cars.

A tal proposito, vi suggerisco di dare un’occhiata anche all’articolo sul mio viaggio on the road nelle Asturie, Spagna del Nord – un’altra destinazione troppo spesso sottovalutata dai viaggiatori stranieri.
A parer mio per visitare queste zone la macchina è fondamentale. Vi consiglio quindi di affidarvi a Discovercars per il noleggio, magari prenotando ritiro e consegna all’aeroporto di Barcellona (solitamente i prezzi sono più convenienti rispetto al centro città).
È possibile raggiungere il borgo di Benasque anche con gli autobus della compagnia Avanza partendo da Huesca, ma per arrivare nella capitale di Aragón dovreste prendere un altro autobus o un treno – capite bene che non è la maniera più agile di arrivare da queste parti.
Una volta in loco, inoltre, l’unico modo per spostarsi in assenza di un mezzo proprio è affidarsi ai taxi.
Cosa fare nella Valle de Benasque in 3 giorni
Se come me visiterete la Valle de Benasque in primavera o estate, ovvero non durante la stagione sciistica, ritengo che tre giorni pieni siano l’ideale per partecipare alle escursioni principali e godere di un po’ di relax. Con cinque o sette giorni a disposizione, oltre a esplorare più approfonditamente la valle, potreste sicuramente includere una visita a Huesca.
Ruta de las Tres Cascadas

L’escursione alle Tres Cascadas parte dal centro di Cerler ed è perfettamente segnalata, impossibile sbagliare. Si tratta di un trekking di 7 km attraverso le valli che ospitano le cascate di Ardonés, Clotet e Mascarada. La prima è la più vigorosa, ma in generale preparatevi a bagnarvi un po’ ad ogni ponte che attraverserete, e soprattutto nei punti in cui bisogna aiutarsi con le corde di acciaio poiché passano molto vicino all’acqua.
Non si tratta di un percorso difficile, si apre spesso in spazi ampi e con poco dislivello – abbiamo incontrato anche famiglie con bambini. Perfetta, dunque, per prendere confidenza con il territorio.
La Besurta – Forau de Aigüallut

Per intraprendere il bellissimo trekking di 7 km bisogna arrivare fino alla località di Llanos del Hospital e lasciare l’auto nel grande parcheggio gratuito (qui l’ubicazione da inserire su Google Maps). Qui, se viaggiate in estate, avrete due opzioni: usufruire di una navetta per raggiungere la Besurta e poi proseguire a piedi, oppure partire direttamente con la camminata. Consiglio indubbiamente la seconda: privarsi di tanta bellezza sarebbe un vero peccato – lo scenario circostante, infatti, è a dir poco mozzafiato.


Una volta arrivati alla Besurta, si prosegue per altri 2 km fino a raggiungere Forau de Aigüallut attraversando sentieri meravigliosi. Il paesaggio che vedrete intorno a voi è molto particolare: il Forau è ciò che in spagnolo viene chiamato sumidero, ovvero una conca in cui ‘scompaiono’ le acque dei massicci più alti – Aneto, Barrancs e Tempestades – discese a valle dopo essere confluite in una grande cascata.
Il percorso prosegue fino al Plan de Aigüalluts, una bellissima area pianeggiante in cui riprendere le forze prima di tornare indietro sullo stesso sentiero.
Valle de Estós: Ibonet Batisielles e Ibón Escarpinosa

Delle tre escursioni fatte, quella nella Valle di Estós è stata la più difficoltosa da un punto di vista di resistenza, ma anche quella che ho amato di più. Il percorso, infatti, copre una distanza di 14 km con un dislivello di 700 metri. Fortunatamente, la fatica viene del tutto ricompensata: all’arrivo si resta senza parole dinanzi a tanta bellezza, la simbiosi con la natura è totale.
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio di Estós (qui l’ubicazione da inserire su Google Maps), il cammino inizia in una cornice idilliaca che costeggia il fiume omonimo. Dopo circa 3 km vedrete la deviazione per Ibonet Batisielles e Ibón Escarpinosa.
Il termine Ibón appartiene alla lingua aragonese, ma è rimasto in vigore anche nello spagnolo comune (castellano) per indicare i piccoli laghi di origine glaciale dei Pirenei.

Una volta giunti fin qui, potrete rifocillarvi e riposarvi per poi iniziare la discesa.
È molto importante portare con sé acqua e cibo a sufficienza poiché lungo il percorso non è presente alcun punto di ristoro.
Inoltre, sconsiglio di abbinare questa escursione ad altre camminate perché richiede tempo ed energie. Potreste invece combinarla con la visita ad uno dei borghi della zona.
Visitare i pueblos di Benasque e Cerler
Come ogni borgo montano che si rispetti, al calar del sole Benasque si riempie di avventurieri pronti a rifocillarsi e riposare un po’ dopo le attività della giornata. L’atmosfera è accogliente e passeggiare per le sue vie acciottolate con le montagne a far da cornice è davvero piacevole.


Tra le cose da vedere curiosando nel piccolo centro storico: la Plaza del Ayuntamiento che ospita l’edificio storico in cui ha sede il Municipio, la Chiesa di San Esteban, esempio di architettura romanica, la Casa de la Cultura, il Palacio de los Condes de Ribagorza e il Torreón de Casa Juste.
Pur essendo un pittoresco pueblo medievale in cui il tempo sembra essersi fermato, Benasque rappresenta un centro di riferimento per i frequentatori di queste montagne – sia in inverno che in estate. Ecco perché avrete l’imbarazzo della scelta quando sarà ora di cena o aperitivo.
Cerler è decisamente un paesino più tranquillo. È una località molto conosciuta per via della sua stazione sciistica, punto di accesso agli oltre 60 km di piste dei Pirenei aragonesi. Tuttavia, in primavera o estate non è troppo affollata ed è la soluzione ideale per chi cerca assoluta tranquillità. Da non perdere il Mirador del Valle de Benasque, punto di osservazione privilegiato dell’intera valle.
Altre escursioni nella Valle de Benasque
La ricchezza naturalistica della Valle de Benasque è in grado di accontentare divesi tipi di pubblico con trekking di difficoltà più o meno elevata.
- Gorgas de Alba: sentiero molto facile ad anello, indicato per le famiglie.
- Ibonet de Literola: difficoltà medio-alta per un percorso di circa 9 km con un dislivello di 950 metri.
- Ibón de Gorgutes: con questo trekking si arriva di fatto al confine con la Francia. Difficoltà media, circa 7km.
- Vuela al Aneto e Vuelta al Posets: qui arriviamo ai 3.000 metri di altitudine con due percorsi rispettivamente di 41 km e 45 km.
Anciles y Sahún
Se sulla via del ritorno aveste voglia di un’ultima passeggiata, potete fermarvi ad Anciles e Sahún, altri due peublos appartenenti all’area protetta. Si tratta di minuscoli agglomerati di graziose abitazioni in pietra che sembrano usciti da una fiaba.
Dove dormire
In generale, consiglio di alloggiare a Benasque o Cerler. Entrambi i paesi rappresentano un’ottima base per le tante escursioni e per l’accesso alle piste da sci in inverno, l’unica differenza è che Benasque è più movimentata: ci sono tanti ristoranti, bar e anche qualche negozio. Senza contare che la maggior parte degli hotel e degli appartamenti turistici si trovano proprio qui.
Noi abbiamo alloggiato all’Hotel Areulo a Cerler, scelta che rifarei senza esitazione. Si tratta di un delizioso hotel a conduzione familiare, situato nel centro del piccolo borgo con uno splendido affaccio sulla vallata e sulle vette.
Dove mangiare


Ecco i posti che mi sono piaciuti di più.
La Borda del Mastín: un ristorante con una cucina molto curata in cui è possibile degustare i piatti della tradizione gastronomica del territorio. Si trova a Cerler.
El Veedor de Viandas: lungo una delle strade principali di Benasque, questa taverna è perfetta per assaggiare tapas e pinchos di ogni tipo accompagnati da un buon vino.
Buon viaggio sui Pirenei, meravigliosa oasi naturale!
All’interno dell’articolo sono presenti link di affiliazione.
Da Città del Messico a Holbox: cosa vedere in Messico in due settimane
Valle del Cocora, Colombia: come visitarla
Cosa vedere in Colombia in due settimane: itinerario e guida di viaggio
Lascia un commento