Non solo mongolfiere: cosa vedere in Cappadocia in 3 giorni

Dall’Impero ittita all’epoca persiana, da Alessandro Magno all’Impero Bizantino, la Cappadocia è un luogo che ammalia ancor prima di essere conosciuto. In questo articolo ripercorriamo il mio viaggio in questa terra mistica e dalle vibrazioni ancestrali, attraverso i suoi luoghi più iconici: scopriamo cosa vedere in Cappadocia in 3 giorni.
Andiamo dritti al sodo: durante i miei giorni in Cappadocia non ho visto le mongolfiere volare. Accade molto più spesso di quanto si creda, anche se nessuno ne parla. Fortunatamente, questa terra ha molto, molto di più da offrire: paesaggi mozzafiato, siti archeologici di inestimabile valore, trekking ed escursioni di ogni tipo, cibo squisito e persone accoglienti. Io e L. ce ne siamo innamorati.
Quindi ecco, se il vostro balloon flight viene annullato voi non cancellate i vostri piani in Cappadocia, perché quella del volo è solo una delle tante esperienze che si possono fare in un viaggio sorprendente come questo.
Prima di entrare nel dettaglio però, vi lascio alcune informazioni pratiche che ritengo molto utili; in fondo all’articolo invece, troverete un paio di considerazioni finali.
Come arrivare e come muoversi in Cappadocia
Dove si trova
Guardando una mappa della Turchia, potremmo affermare che la Cappadocia si trova proprio nel cuore di questo paese. È infatti una regione dell’Anatolia centrale che sorge su un altopiano di circa 1.000 metri, dista quasi 800 km da Istanbul e circa 300 km da Ankara.

Ciò che l’ha resa celebre in tutto il mondo è indubbiamente l’unicità della sua conformazione fisica e geologica: le formazioni naturali, in particolare quelle rocciose, hanno conferito a questi luoghi una fisionomia peculiare e inconfondibile. Anche l’essere umano ha fatto la sua parte nel rendere la Cappadocia il luogo incantato che conosciamo oggi: qui, infatti, si possono ammirare opere e resti di insediamenti di grande interesse storico e culturale.
Per tutte queste ragioni, il Parco Nazionale di Göreme e gli insediamenti rupestri della Cappadocia sono stati proclamati Patrimonio dell’Unesco nel 1985.
Aeroporti più vicini
Se come me avete in programma di raggiungere la Cappadocia dopo qualche giorno di permanenza a Istanbul, allora la soluzione migliore è prendere un volo interno fino a Kayseri – il capoluogo di questa regione – o a Nevşehir, di fatto più vicina ma meno servita. Stessa cosa qualora arrivaste dall’Italia, poiché tutti i voli prevedono uno scalo a Istanbul. Le compagnie a cui potrete affidarvi sono la Turkish Airline, la Pegasus e Anadalou Jet (queste ultime due low cost); noi abbiamo scelto la prima per questioni di orario, ma devo dire che i prezzi erano quasi equivalenti.
Se invece preferiste raggiungere la Cappadocia via terra, potreste farlo in diversi modi: tramite tour organizzati con partenza da Istanbul; in autobus da Istanbul (12 ore, costo: circa 35€) o da Ankara (5 ore, costo: circa 16€); oppure con un’auto a noleggio – tenete presente però che questa regione è geograficamente piuttosto isolata.
Come muoversi

Consiglio spassionatamente di noleggiare un’auto una volta arrivati in aeroporto.
È vero, la Cappadocia è ormai una meta turistica conclamata ed esistono un’infinità di tour organizzati per visitarla – in gruppo, privatamente o in coppia. Non c’è nulla di male nel preferire un tipo di viaggio che non richieda grandi sforzi da parte vostra, ma posso garantirvi che niente vi regalerà la stessa libertà di scelta, e soprattutto di scoperta, che consente lo spostarsi con un mezzo proprio.
In questo articolo, ad esempio, non troverete i dettagli di ogni singolo punto in cui abbiamo deciso di scendere dalla macchina per addentrarci in qualche sentiero o per scattare una foto. Né potrò menzionare quello che è stato per me il miglior ristorante di questo viaggio: la persona che lo gestisce, e che custodisce le tradizioni della sua famiglia, me ne ha fatto esplicita richiesta – preferisce essere ‘scoperto’ casualmente e conoscere i suoi ospiti, piuttosto che diventare un trending topic online.
Inoltre, le strade in Cappadocia sono in buonissime condizioni e non eccessivamente trafficate.
Per questo viaggio ci siamo affidati ad una compagnia locale. Complici le ottime recensioni online e i prezzi decisamente inferiori a quelli proposti dalle compagnie internazionali, abbiamo deciso di affittare la macchina con Cizgi. Mai scelta fu più azzeccata, ma preparatevi ad un ritiro piuttosto ‘folcloristico’ nei parcheggi sotterranei dell’aeroporto. Prezzo per 3 giorni: 100€.
In alternativa, potete sempre contare sulla sicurezza e affidabilità di Discover Cars.
Dove dormire in Cappadocia
Come per la maggior parte dei viaggiatori, anche la nostra scelta è ricaduta su Göreme, punto di appoggio perfetto per poi spostarsi in giornata. L’hotel in cui abbiamo soggiornato è il Balloon Cave Hotel, ci siamo trovati benissimo e lo consiglio assolutamente.

Per quanto questa cittadina stia diventando sempre più turistica, ritengo che sia ancora l’opzione migliore per fare base durante un viaggio in Cappadocia. Questo sia per via della sua posizione strategica, sia perché la maggior parte degli hotel e dei ristoranti si trova proprio qui, così come le agenzie con cui organizzare escursioni e visite guidate.
Tuttavia, altre città come Uçhisar e Ürgüp stanno crescendo velocemente in termini di accoglienza e, se dovessi tornare in futuro in Cappadocia, sicuramente le prenderei in considerazione. In periodi di alta stagione potrebbero rivelarsi l’opzione migliore per chi è in cerca di tranquillità: Göreme, infatti, può diventare molto caotica nei periodi di alta stagione.
La caratteristica principale degli alloggi della Cappadocia è che sono tutti scavati nel tufo, pietra predominante da queste parti. Se avete avuto modo di visitare la città di Matera e i suoi Sassi, questo scenario non apparirà nuovo ai vostri occhi ma potremmo dire che qui ha una dimensione esponenziale e l’atmosfera che si crea è davvero magica.
Quando andare in Cappadocia
Credo che l’incanto della Cappadocia non conosca stagioni, o meglio, che lo si possa apprezzare in ognuna di esse sotto diverse sembianze.

Tuttavia, in inverno le temperature sono molto basse e le estati possono rivelarsi estremamente afose, per cui la primavera è normalmente l’epoca dell’anno in cui è più consigliato fare un viaggio da queste parti. Il clima è più amichevole e le giornate dovrebbero essere serene, permettendo alle mongolfiere di volare. Dico ‘dovrebbero’ perché io ad aprile ho avuto due belle giornate su tre, ma temperature parecchio fredde (appena sopra lo 0 l’ultimo giorno).
Direi dunque di evitare l’inverno se possibile, ma di essere preparati a qualche imprevisto.
In che periodo ci sono le mongolfiere
La vera domanda dovrebbe essere ‘quali condizioni meteorologiche devono verificarsi affinché volino le mongolfiere?’ Non è detto, infatti, che una giornata serena si traduca nella certezza di fare questa esperienza. Senza dubbio durante la primavera e l’estate le possibilità sono maggiori, ma l’ago della bilancia è il vento: è necessario che si mantenga al di sotto dei 7-10 nodi, altrimenti bisognerà rimandare. Proprio come è successo durante la nostra permanenza per ben tre giorni: per noi il vento era praticamente impercettibile, eppure non era abbastanza debole da permettere i voli.
Io non ero interessata ad effettuare il volo, ma mi sarebbe piaciuto osservare i balloon levarsi in volo all’alba e portarmi a casa delle belle fotografie. Ad ogni modo, verificate sempre la sera precedente, tramite il vostro hotel agenzia, quali saranno le previsioni per il mattino seguente, in modo da poterlo riprogrammare.
Museum Pass Cappadocia: conviene?
Il Museum Pass Cappadocia è un biglietto cumulativo con una durata di 3 giorni che comprende diversi siti di interesse (Göreme Open Air Museum e la Chiesa Oscura, Zelve Open Air Museum le città ipogee, Ilhara Valley). Si attiva al momento del primo ingresso in una delle attrazioni incluse, può essere acquistato online e costa 65€. Se avete intenzione di visitare tutti i luoghi inclusi nel pass, allora conviene acquistarlo rispetto agli ingressi individuali. Altrimenti, dovrete fare i calcoli di conseguenza.
Cosa vedere in Cappadocia in 3 giorni: luoghi imperdibili
Come detto all’inizio, la Cappadocia non si riduce solo ad un volo in mongolfiera, ed è anzi una terra ricca di storia, cultura e tradizioni ancestrali. Ecco alcuni tra i luoghi più affascinanti da scoprire in questa regione.
Camini delle fate

A volte la natura ha dei modi di esprimersi davvero sorprendenti, e tutta la Cappadocia ne è un esempio. I Camini delle Fate (Peribacası) sono formazioni di tufo prodotte dall’unione di lava vulcanica e fango, che agenti atmosferici come pioggia e vento hanno contribuito a modellare nel corso dei secoli.
Sul loro nome aleggiano diverse leggende più o meno articolate: secondo una di esse si tratterebbe dei comignoli di case abitate un tempo da creature incantate. Mentre secondo un altro racconto, a seguito dell’amore clandestino tra fate e uomini, le fate vennero trasformate in piccioni affinché gli uomini potessero prendersene cura aggirando la proibizione – all’interno di alcuni camini, infatti, sono ancora presenti delle strutture che ricordano le piccionaie.
Al di là del mistero, sappiamo che i Camini delle Fate vennero usati nel tempo come rifugio dalla popolazione locale per proteggersi dagli attacchi nemici e dalle persecuzioni religiose.
Quelli della Cappadocia, e della valle di Göreme in particolare, sono i più conosciuti, ma l’intera Anatolia centrale regala scenari simili.
Göreme Open Air Museum
Si potrebbe scrivere un libro intero su questo posto. Un museo a cielo aperto in cui è possibile osservare le tracce dei primi insediamenti umani e cristiani – e di arte bizantina – della regione (X – XIII secolo), scavati direttamente nella roccia.

Si trova appena fuori Göreme e all’interno del suo perimetro è possibile visitare bellissime chiese rupestri e altri siti di interesse. Quella che mi ha maggiormente colpito è la Chiesa Oscura, dedicata a Santa Caterina. La scarsa luminosità al suo interno e i costanti lavori di restauro hanno consentito la perfetta conservazione dei magnifici affreschi di questa chiesa. Davvero impressionante.
Per accedervi e visitarla è necessario pagare un supplemento non incluso nel Museum Pass Cappadocia.
Non sono certo da meno la Chiesa di San Basilio, la Chiesa della Mela e la Chiesa della Fibbia, anch’essa con dipinti dai colori ammalianti.
Zelve Open Air Museum
Zelve lo inserisco senz’altro tra i miei preferiti di questo viaggio, paesaggisticamente mi ha colpita anche di più del Göreme Open Air Museum. Si tratta di un villaggio rupestre incastonato tra le rocce lungo tre valli, da scoprire attraverso un trekking di circa 2 km molto facile.

Lungo il percorso ci si imbatte nei resti di alcune cappelle, ma soprattutto delle dimore che hanno ospitato i monaci fino ai primi anni ’50 del Novecento, quando il sito è stato dichiarato insicuro per essere abitato.
Zelve si trova tra le cittadine di Göreme e Avanos ed è meno affollato del museo a cielo aperto di Göreme. L’ingresso è compreso nel Museum Pass ma il parcheggio si paga a parte e costa circa 1€.
Love Valley

Lungi dall’avere a che fare con una qualsiasi forma di romanticismo, la Love Valley deve il suo nome alla sua conformazione geologica che, in questo caso, prende la forma di pinnacoli alti fino a 40 metri che rimandano proprio ad una forma fallica.
Vi assicuro che questo magnifico scenario può essere spogliato di ogni malizia e contemplato – meglio se al tramonto o con l’arcobaleno dopo un temporale – per quello che è: un prezioso dono della natura.
Si trova molto vicino a Göreme, quindi è possibile osservare la Valle dell’Amore anche durante i voli in mongolfiera e le varie escursioni.
Ilhara valley
La valle di Ilhara è in assoluto uno dei luoghi che più ho amato di questo viaggio. Si tratta di un canyon ad un’ora e mezza da Göreme che è possibile esplorare con un trekking di circa 7 km. La splendida passeggiata tra gole rocciose, torrenti e natura rigogliosa termina nel piccolo villaggio di Belisirma. Lungo il tratto finale del cammino è possibile fermarsi per un boccone in uno dei tanti ristorantini caratteristici ai margini del fiume.

Volendo, è possibile proseguire fino al villaggio di Ilhara (10 km per circa 3 ore in più).
Durante il percorso si incontrano molte chiese rupestri, alcune delle quali visitabili – un tempo erano addirittura un centinaio. Quella in onore di San Giorgio è davvero di grande impatto, con affreschi ancora ben visibili.
Per scendere nella valle ed iniziare il sentiero bisogna lasciare l’auto in prossimità di uno dei tre punti di accesso ufficiali ubicati nel municipio di Selime – seguite sempre le indicazioni, controllate eventuali cartelli e chiedete conferma alla gente del posto perché non sono punti segnalati con esattezza su Google Maps.

Per visitare Ilhara Vadisi con un tour organizzato da un’agenzia, dovrete scegliere il ‘Green Tour’.
Una volta giunti a Belisirma, bisogna rifare lo stesso cammino per tornare indietro, altrimenti è possibile prendere un taxi. Visitando la valle con un tour organizzato, invece, troverete il furgoncino ad attendervi alla fine del percorso.
Red Valley e Rose Valley

Queste due valli contigue sono forse le più conosciute della Cappadocia e danno il meglio di sé all’alba e al tramonto, perché la colorazione delle rocce assume dei toni rosati o aranciati.
Anche se viaggiate in autonomia non sarà difficile capire quali sono i punti panoramici migliori, già dalla strada noterete altri avventurieri in attesa di godersi lo spettacolo. Consiglio: seguite i fotografi e non sbaglierete!
Se però aveste più tempo a disposizione per esplorare meglio le due valli, sappiate che è possibile organizzare delle visite guidate con trekking anche piuttosto lunghi rivolgendosi alle agenzie di Göreme.
Kaymakli, la città sotterranea
Kaymakli è la più nota tra le città ipogee dell’Anatolia e anche la più estesa. È stata una città a tutti gli effetti tra i secoli VI e X. Scavata a mano, le popolazioni locali la usavano come rifugio per proteggersi dalle invasioni nemiche e arrivavano a trascorrervi anche diversi mesi.

Originariamente si componeva di otto piani per una profondità di 43 metri, che comprendevano spazi abitativi veri e propri e locali ad uso dispensa, stalla o magazzino. I piani visitabili al giorno d’oggi sono i primi quattro, a circa 30 metri di profondità.
Se siete persone che soffrono di claustrofobia, valutate bene se sia il caso o no di addentrarvi nei meandri di Kaymakli. Io non ho questo tipo di problema, eppure non sono riuscita ad andare oltre il terzo piano nonostante i percorsi segnalati perfettamente e la presenza di guide locali. Non sapevo cosa mi aspettasse e non ero in alcun modo prevenuta, ma la vista prolungata di spazi labirintici senza ‘apparenti’ vie di uscita ha generato in me po’ di scompiglio. Detto questo e fatte le dovute valutazioni, consiglio assolutamente di visitare Kaymakly perché si tratta di uno spettacolo straordinario.

Anche la città di Derinkuyu è molto nota e al pari di Kaymakli rappresenta un grande patrimonio storico-culturale. Noi per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitarla, ma non dimenticate di inserirla nella lista di cose da vedere in Cappadocia.
Castello di Uchisar

Il villaggio di Uchisar dista appena 5 km da Göreme ed è tra i più scenografici della Cappadocia. La sua attrazione principale è Uchisar Kale, un’imponente fortezza ai cui piedi si snoda un tappeto di piccole costruzioni contraddistinte dalla presenza di numerose cavità – un’immagine iconica della Cappadocia.
Anch’esso scavato nel tufo e composto da un’alternanza di piccoli cunicoli e spazi più ampi, il castello di Uchisar oggi regala una fantastica vista sulla regione mentre un tempo fungeva da punto di osservazione per prevenire attacchi nemici.
Il Castello di Uchisar purtroppo non è incluso nel Museum Pass, ma io vi consiglio comunque di visitarlo perché è davvero unico nel suo genere. L’ingresso costa 80TL (2,30€) e potrete lasciare l’auto in uno dei parcheggi situati nelle vicinanze (costo 50TL, circa 2,45€).
Pigeon Valley
Situata a metà strada tra Uchisar e Göreme, questa affascinante valle lunga circa 4 km deve il suo nome proprio alle migliaia di piccioni che la abitano. È infatti disseminata da una miriade di colombaie (o piccionaie) scavate nel tufo. Anticamente i contadini facevano di tutto pur di attirare questi animali, i cui escrementi sono da sempre considerati un fertilizzante imbattibile.

Il principale punto di osservazione è situato nei pressi dell’iconico Evil Eye Tree, un albero adornato con decine di occhi di Allah e che, secondo la tradizione locale, aiuterebbe a scacciare il malocchio.
Güvercinlik Vadisi è di fatto adiacente alla Love Valley, per cui è possibile visitare entrambe partecipando ad un trekking ad anello che parte da Göreme.
Mongolfiere all’alba
Se per qualunque motivo non possiate o non vogliate effettuare il volo in mongolfiera ma vi piacerebbe osservarla in volo, avete varie opzioni in quanto a punti di osservazione.
Innanzitutto, la maggior parte degli hotel dispone di bellissime terrazze da cui godersi lo spettacolo, magari sorseggiando una bevanda calda.
Se invece foste automuniti e disposti ad alzarvi prima del sorgere del sole (i voli iniziano intorno alle 05:00), vi consiglio di dirigervi al Sunrise Point (lo riconoscete perché sulla sua vetta si staglia una grande bandiera della Turchia).
Per i più coraggiosi, infine, ci sarebbe l’opzione Rose o Red Valley, ma essendo buio probabilmente è meglio affidarsi a delle attività organizzate guidate da persone del posto che conoscono bene il territorio.
Cappadocia fai da te? Per me un grande sì

Pianificare un soggiorno in Cappadocia non è affatto complicato, sia che scegliate la modalità self-drive, sia che decidiate di affidarvi a dei tour organizzati. Essendo una regione molto visitata, l’approccio con turisti e viaggiatori da parte di hotel, agenzie, ristoranti e attività commerciali è già consolidato, nonché in ulteriore e rapida crescita. Online, inoltre, è possibile reperire ogni genere di informazione e – aspetto fondamentale – la popolazione locale è incredibilmente gentile e disponibile.
Cappadocia senza auto, si può fare?
In tutta onestà, pensare di intraprendere un viaggio in Cappadocia in autonomia senza macchina non mi sembra la scelta ideale. Se non volete o non potete guidare, meglio affidarsi ad un tour operator locale che potrà confezionare l’esperienza giusta per voi. La piccola rete di trasporti pubblici è per lo più usata dalle popolazioni locali e non è adatta a soddisfare le esigenze turistiche.
La Cappadocia e la Turchia in generale mi hanno tremendamente affascinato, vi farò ritorno senz’altro perché questi luoghi meritano più tempo per essere esplorati e compresi davvero. Se ne avete la possibilità, vi invito ad approfondire il viaggio in questa regione, magari seguendo i suggerimenti dei local o aggiungendo al vostro itinerario posti come la città di Avanos, Ortahisar, la Devrent Valley, la città sotterranea di Derinkuyu. Vi lascio qualche idea interessante a questo link.
Buon viaggio nella magica Cappadocia!
I prezzi dei biglietti d’ingresso alle attrazioni e del Museum Pass sono aggiornati al 2026. Essendo la Lira turca una valuta altamente fluttuante, consiglio di controllare sempre a ridosso del viaggio.
All’interno dell’articolo sono presenti link di affiliazione.
Da Città del Messico a Holbox: cosa vedere in Messico in due settimane
Valle del Cocora, Colombia: come visitarla
Spagna insolita: cosa vedere nella Valle de Benasque, Pirenei Aragonesi
Lascia un commento