5 giorni ad Amsterdam e dintorni: itinerario e racconto di viaggio

Cosa fare e vedere ad Amsterdam e dintorni in 5 giorni: un possibile itinerario alla scoperta della città, una gita fuori porta, ma anche e soprattutto un racconto di viaggio.
In questo articolo scelgo di parlarvi di Amsterdam raccontando la mia prima volta in quella che definisco una città metamorfica, unica. Permetterò alle mie impressioni e sensazioni di fare capolino tra un’informazione e l’altra, nella speranza che possiate sentirvi guidati, se avete deciso di recarvi nella capitale olandese, o ispirarvi se ancora non ci avete pensato.
Amsterdam – primo giorno: il centro, rigorosamente a piedi

Per il primo giorno ad Amsterdam io ed L. decidiamo di goderci appieno la città e girare a piedi il Centrum e i suoi canali dopo aver riempito lo stomaco con un goloso brunch ed essere passati a conoscere Piazza Dam e il Koninklijk Paleis, il Palazzo Reale.
Breve sosta al Bloemenmarkt, il celebre e suggestivo mercato dei fiori galleggiante – ahimè – preso d’assalto da folle di turisti, ed è già tempo di mettere via la mappa e macinare chilometri attraversando il grande labirinto di vicoli, ponti e casette storte.

Confesso di appartenere a quella categoria di persone che ama “spiare” dentro le finestre delle case di certe città, meglio se di sera con le luci accese, per immaginare le storie di vita di chi vi abita. Ebbene, questa è una delle città che più hanno destato la mia immaginazione in questo senso. Ad Amsterdam, culla del design, le case prendono vita già al piano terra, poiché si sviluppano in altezza piuttosto che in ampiezza. Ed ecco dunque cucine a vista dove legno grezzo e materiali industriali si combinano alla perfezione, salotti minimalisti in cui le piante la fanno da padrona, librerie di cui non s’intravede la fine, lettori e lettrici assorti in veranda illuminati dai raggi pomeridiani di un 14 di aprile. La percezione è quella di un tempo sospeso.


Bellissimi i numerosi negozi d’arte, abbigliamento e i concept store. Senza dubbio farete più di una sosta.
Mentre ci godiamo il tramonto da una panchina al bordo di un canale, la fame si fa sentire e la voglia di toccare con mano la forte presenza in città della tradizione culinaria orientale, ci porta in un delizioso ristorante asiatico in pieno centro, perfetto per festeggiare il compleanno di L.
Arriva la notte e con essa la trasformazione della città. Se dovessi descrivere Amsterdam con una parola, questa sarebbe metamorfica. Il minimalismo quasi poetico delle ore precedenti lascia spazio alle luci rosse dell’omonimo quartiere che è poi lo stesso in cui abbiamo trascorso l’intera giornata. Un’autentica trasformazione: via le tende, le ragazze si affacciano in vetrina, la gente, per lo più turisti, si ammassa nei vicoli per curiosare o, in qualche caso, per spingersi oltre.
Dire la mia in merito non è lo scopo di questa narrazione. Mi preme solo sottolineare che, pur essendo lo scenario notturno di questa parte della città molto suggestivo, per me non è l’elemento trasgressivo, o non solo, a conferire ad Amsterdam il fascino e la personalità che la caratterizzano.
Amsterdam – secondo giorno: Museumplein e Jordaan
Mattinata dedicata al Rijksmuseum, il più importante museo del Paese nonché uno dei più celebri al mondo.
Qui potrete ammirare le opere dei più rinomati pittori del Secolo D’Oro olandese. Tra i dipinti di maggiore impatto, sicuramente La battaglia di Waterloo, imponente opera di Jan Willem Pieneman, la Ronda di Notte di Rembrandt, La Lattaia di Jan Vermeer. E ovviamente l’Autoritratto di Van Gogh, in prestito al MoMa di New York al momento della nostra visita.
Menzione speciale per la collezione di mobili e oggetti decorativi in oro, argento e cristallo. Da capogiro!
Riempito lo stomaco, ci rimettiamo in marcia alla volta di Jordaan, quartiere situato nella zona ovest della città, proprio al confine con la cintura occidentale dei canali dove si trova la casa di Anne Frank. Il vostro faro sarà la torre della chiesa Westerkerk, alta oltre 80 metri e sempre ben visibile.

Fino agli anni ’70 del Novecento Jordaan è stato un quartiere popolare e, pur avendo ceduto il passo ad una modernità che lo vuole oggi fortemente alternativo, la sua impronta originaria resta inconfondibile. Dopo aver ospitato per due secoli ondate migratorie di lavoratori ed essersi trasformato in quartiere dormitorio, stava per essere smantellato e fu salvato dalle proteste dei suoi stessi abitanti e dagli artisti che lo scelsero per via dei prezzi degli affitti, più accessibili rispetto ad altre zone della città.
Ancora una volta decidiamo di mettere via la mappa e lasciarci guidare da ciò che scorgiamo dietro ogni angolo, dai rumori e dai profumi.
L’ora di cena si avvicina e ci dirigiamo verso De Pijp, dove ci attende una cena a base di formaggi al Kaasbar, consigliato!
Amsterdam – terzo giorno: Moco Museum e Voldelnpark
La giornata inizia al Moco Museum. Che dire, lo abbiamo amato molto e nonostante alcune critiche lette in giro riguardo il sovraffollamento, noi siamo stati fortunati e abbiamo avuto una piacevole esperienza.
Il Moco è un museo di arte contemporanea presente sia ad Amsterdam che a Barcellona. La sede olandese è un’antica villa risalente agli inizi del Novecento, poi trasformata in galleria d’arte. Al momento della nostra visita il museo ospitava anche un’esposizione temporanea di arte digitale ed NFT.

Va da sé che si discosta abbastanza dal concetto più tradizionale di museo ed ecco perché non per tutti potrebbe rappresentare un must, ma io mi sento di consigliarlo se siete appassionati del genere o se avete voglia di vivere un’esperienza diversa e interattiva.
Il pomeriggio decidiamo di passarlo all’aria aperta, complice anche un caldo inaspettato. Ci procuriamo il necessario per allestire un picnic (ci siamo trovati molto bene con la catena di supermercati Albert Heijn – se le chiedete, vi verranno fornite posate compostabili in cassa) e ci addentriamo nel meraviglioso Vondelpark, cuore verde di Amsterdam. Si tratta di un enorme parco pubblico aperto tutto l’anno in cui è possibile affittare una bicicletta, fare sport, prendere un caffè o pranzare in uno dei numerosi chioschi, assistere a concerti, oppure semplicemente stendersi sul prato e lasciarsi baciare dal sole durante la bella stagione.


I quartieri residenziali, e visibilmente benestanti, che circondano Vodelnpark meritano una passeggiata per ficcare il naso qua e là o per una pausa caffè in uno dei tanti dehors affacciati sulla strada. Noi ci siamo concessi un espresso alla Boutique del Caffè, anche questo più che consigliato, non solo per la bontà del caffè e dei dolci fatti in casa, ma anche per la simpatia del suo proprietario Roberto.
Amsterdam – quarto giorno: escursione a Delft
Meta della nostra escursione domenicale, Delft ci ha letteralmente regalato una Pasqua di pace. Il silenzio in questa colorata e pittoresca cittadina è spezzato unicamente dal rumore dell’acqua dei canali al passaggio delle barche, dal verso degli uccellini e dal tintinnio del campanello di qualche bicicletta.

Trattandosi appunto di un giorno festivo, la maggior parte delle attività commerciali – famose quelle legate alla ceramica di Delft – erano chiuse, ma la piazza principale pullulava di gente e le stradine del centro storico erano decisamente animate. Sicuramente è un luogo che consiglio di visitare, fosse anche solo per la sensazione di calma che trasmette.
Per pranzo abbiamo scelto lo Stads Koffy Huis, un grazioso caffè con interni molto curati ed un piccolo battello ormeggiato proprio di fronte per chi, come noi, decide di accomodarsi all’esterno. Ottimi i centrifugati, molto buoni sia il mio sandwich integrale con formaggio locale stagionato e fichi, che il pancake con funghi e salsiccia di L.
Amsterdam – quinto giorno: Van Gogh Museum
Uno dei vantaggi delle città non troppo grandi e ben collegate all’aeroporto, è che pur dovendo prendere un volo alle 16:30 si riesce a goderne appieno fino all’ultimo.
E dunque, mattinata dedicata al Museo di Van Gogh. Struttura moderna di cui abbiamo apprezzato tantissimo l’organizzazione degli spazi che consente di godere appieno dell’esperienza, senza sentirsi soffocati dalla presenza degli altri visitatori.
Qui sono custodite alcune tra le più note opere del pittore olandese: I Girasoli, La Camera da Letto ad Arles, il Ramo di Mandorlo in Fiore. Molto interessante l’area dedicata ai disegni e la sala interattiva in cui è possibile ripercorrere le fasi salienti della tormentata esistenza dell’artista. Da non perdere lo shop per souvenir originali, anche per bambini.

Terminata la visita, abbiamo tutto il tempo di procacciarci un pranzo da asporto e gustarlo al sole, nello sconfinato parco che fa da cornice a tutti i musei più importanti della città. Ultima passeggiata per il Musenplein e via in hotel per recuperare i bagagli e dirigerci in aeroporto con lo Sprinter, comodissimo treno diretto.
Informazioni utili
Dove dormire ad Amsterdam
Nel nostro caso, la scelta è caduta sul CitizenM South. Lo consiglio vivamente, rappresenta un ottimo compromesso in termini di prezzo, senza allontanarsi troppo dal centro città – la stazione di Amsterdam South si trova a 5 minuti a piedi. Staff gentilissimo e stanze super moderne.
Trasporto pubblico
Sono disponibili diverse soluzioni di biglietti cumulativi, a seconda della durata del soggiorno. Amsterdam si presta ad essere girata a piedi, ma se il vostro alloggio è leggermente decentrato o volete raggiungere zone non proprio centrali, ne avrete bisogno. Noi li abbiamo acquistati direttamente in stazione alle macchinette automatiche il primo giorno, ma potete acquistarli anche online.
Come arrivare dall’aeroporto al centro città
Una volta atterrati all’aeroporto di Schiphol, Google Maps vi fornirà senza dubbio le migliori soluzioni inserendo l’indirizzo del vostro hotel. Ad ogni modo, se il vostro alloggio si trova in centro, la soluzione migliore è senza dubbio il treno diretto (Airport Sprinter) che vi lascerà alla stazione centrale. In alternativa, è possibile optare per l’autobus (linea 397 di giorno o N97 di notte).
Noi abbiamo dovuto ricorrere a Uber perché, causa enorme ritardo del volo, siamo atterrati oltre la mezzanotte e non c’erano più mezzi pubblici disponibili. I taxi ad Amsterdam sono piuttosto cari per cui, se vi trovaste in una situazione analoga, il mio consiglio è di prendere un Uber perché si risparmia parecchio (24€ vs 60€ nel nostro caso). L’app vi guiderà fino al pick up point appena fuori dall’area arrivi.
Cosa non abbiamo fatto
Purtroppo non abbiamo visitato la casa di Anne Frank. Avremmo voluto farlo? Sì, ma già qualche mese prima della partenza i biglietti stavano andando sold out e – segnatevi bene questo particolare – dal momento che nessun museo tra quelli visitati prevede la possibilità di cancellare o cambiare la prenotazione, non ce la siamo sentita di rischiare. Sarà per la prossima volta!
E no, non abbiamo acquistato la Amsterdam City Card. Perché? Il tipo di viaggio che avevamo in mente io ed L. non prevedeva un numero di attrazioni a pagamento, o comunque incluse nel programma, tale da giustificarne l’acquisto. Insomma, non avremmo risparmiato. Ma vi consigliamo comunque di consultare il sito e le opzioni disponibili, perché magari per il vostro viaggio può rivelarsi utile.
Buon viaggio ad Amsterdam, città metamorfica!
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