La Pura Vida

Sono le nove di sera, la mia testa ciondola lottando contro il sonno. Sì, perché in Costa Rica, soprattutto nel remoto ed estremo sud della costa pacifica, la giornata è finita da un pezzo e domattina la sveglia suonerà alle cinque, come sempre.
Eppure, non riesco a congedarmi da E., non posso smettere di ascoltare il racconto della sua vita che si intreccia con quella degli altri abitanti di Bahia Drake. La sua età è indecifrabile: ha gli occhi di una ventenne e i trascorsi di chi ha vissuto tante vite. Ne ha poco più di quaranta, mi dice, e sorride sempre. Ha conosciuto il dolore ripetutamente e nelle sue varie declinazioni: la violenza, la perdita, il lutto, il fallimento, la solitudine. Cose che possono capitare a tutti, certo.
Quello che mi tiene incollata alla sedia però, non è la constatazione di quanto la vita abbia messo alla prova questa donna, bensì il modo in cui la sua anima caribeña le ha permesso di accogliere il destino e fronteggiarlo, con un’attitudine a me sconosciuta: perfetta fusione tra forza dirompente e calma assoluta. Una potentissima onda ovattata che, dinanzi al mio sconcerto, ha fatto dire ad E:
“Querida, la nostra vita è una e finisce quando siamo noi a morire, non le persone che amiamo. È dura, non smetti mai di pensarci, ma tu sei vivo e devi andare avanti. Lo stesso vale per un progetto o un lavoro. Guarda me, io non ho mai abbandonato il mio sogno e adesso lo sto realizzando” E ancora: “Da dove vieni tu, una madre che perde un figlio ritiene che la sua vita sia finita, che non potrà avere altro che dolore. Ma non è così, perché lei è viva e dovrebbe vivere anche per suo figlio che vivo non lo è più”.
A tutti è capitato di sentirsi dire queste parole o siamo stati noi a pronunciarle per dare conforto ad altri. Ma quante volte abbiamo pensato che fossero solo frasi fatte? Per la prima volta nella mia vita, mi sono trovata di fronte a qualcuno in grado di dare loro sostanza nella vita di ogni giorno.
E. mi ha confessato di notare una grande differenza in questo senso tra i popoli europei e quelli caraibici. Secondo lei, e anche il suo compagno J. ne è convinto, in questa parte del mondo tendiamo a lasciarci condizionare enormemente da certi avvenimenti, a guardare sempre indietro, al punto da compromettere il nostro presente e il nostro futuro.

Mentre mi aprivo per lasciarmi pervadere dalla loro serenità consapevole, io ho avvertito quella diversità. E ho provato invidia.
La Pura Vida è anche questo.
Spesso si tende ad identificare questo termine unicamente con una filosofia di vita più spensierata e tranquilla rispetto agli standard europei, scevra dall’attaccamento ai beni materiali e incentrata sul vivere il presente senza lasciarsi turbare dall’ansia per il futuro o dai ritmi stressanti in cui la società può a volte risucchiarci.
Tutto vero ma, dopo aver parlato con quante più persone possibili durante il mio viaggio in Costa Rica, e soprattutto grazie ad E., ho capito che questa definizione di Pura Vida è incompleta. La Pura Vida è anche una forma di reagire, rispondere agli stimoli e a quegli ostacoli in cui tutti ci imbattiamo durante il nostro passaggio su questa Terra e che, purtroppo, non possiamo scegliere di ignorare. Non si tratta di prendere la vita con leggerezza, ma di proteggerla e preservarne la bellezza per goderne fino all’ultimo giorno.
Pur volendo, non potrei più prendere sonno ormai. Non posso staccarmi dalla rivelazione che E. e i ticos sono allo stesso tempo uno dei popoli più pacifici e più combattivi del mondo, perché non permettono al flusso degli eventi di portargli via il loro bene più prezioso, la pura vida.
L’ora della preghiera
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