Asturie on the road: viaggio alla scoperta della Spagna del Nord

Con questo viaggio on the road nelle Asturie ci immergiamo in una Spagna autentica, poco convenzionale e in parte inesplorata dai viaggiatori stranieri, ma che ha tanto da offrire a chi è disposto a lasciarsi sorprendere.
Siamo sinceri, quando pensiamo alla Spagna le prime immagini che ci vengono in mente sono quasi sempre quelle di luoghi come Barcellona, Madrid, Siviglia, Ibiza. Eppure, il paese che dolcemente si prende cura di me da anni nasconde tanti altri tesori – il Principato delle Asturie ne è un chiaro esempio. Una terra che desideravo scoprire da molto tempo e che si è rivelata non solo notevole dal punto di vista paesaggistico e urbano, ma anche estremamente autentica e generosa. È una regione dai ritmi lenti, lontana dalla frenesia delle grandi città e dalla massificazione delle destinazioni spagnole più iconiche.
Io e L. abbiamo potuto averne un assaggio in quello che mi piace definire un mini-on the road, un itinerario che può essere replicato in 4 o 5 giorni. Queste le tappe del nostro viaggio nelle Asturie: Oviedo, Arenas de Cabrales, Picos de Europa e Laghi di Covadonga, Canga de Onís, Llanes, Ribadesella, Vilaviciosa.
Asturie: come arrivare
Raggiungere questa regione dall’Italia è piuttosto semplice se si parte dagli aeroporti di Roma, Milano e Venezia, poiché esistono voli diretti giornalieri. Mentre da aeroporti come Napoli o Pisa sono disponibili soluzioni con scalo.
Qualora voleste inserire le Asturie all’interno di un viaggio in Spagna di più tappe, bisogna considerare che Oviedo dista da Madrid circa quattro ore e mezza in auto o tre ore e mezza in treno, mentre è raggiungibile da altre città spagnole con i voli interni.
Le comunità autonome confinanti sono Castiglia y León al sud, Cantabria a est e la Galizia ad ovest – non a caso Oviedo è il punto di partenza del Cammino Primitivo, parte del Cammino di Santiago di Compostela.
Noi abbiamo preso un volo interno da Barcellona e affittato l’auto alla stazione degli autobus di Oviedo dopo aver visitato la città. Se replicherete questo itinerario, vi consiglio di noleggiare il vostro mezzo qui.
Come arrivare dall’aeroporto al centro di Oviedo
Per arrivare in centro dall’aeroporto, a meno che non si decida di noleggiare la macchina subito, la soluzione migliore è usufruire degli autobus navetta della compagnia Alsa, ne passa uno ogni ora tra le 07:00 e le 19:00. Costo del biglietto: 9€ a tratta. La stessa compagnia effettua i transfer anche verso le città di Gijón e Avilés.
Oviedo: cosa vedere in due giorni

Città che ho trovato molto elegante, consapevole di una signorilità di altri tempi, Oviedo è la perla del principato di Asturias nonché sua capitale. La città più popolosa invece è Gijón – che purtroppo non abbiamo avuto tempo di visitare questa volta.
Ho amato la sua affascinante architettura, la costante alternanza di stili e rimandi ad epoche differenti. Mi è sembrata una realtà vivace, perfetta per chi cerca una realtà a misura d’uomo senza però rinunciare alla dimensione cittadina.


Le origini di Uviéu – Oviedo in asturiano – sono da ricercarsi nell’VIII secolo, in pieno Medioevo. Il suo fondatore è riconosciuto nel Re Fruela I, mentre suo figlio – Alfonso II il Casto – è stato il sovrano che l’ha resa a tutti gli effetti la capitale della monarchia asturiana.
Un paio di giorni in questa città sono sufficienti per conoscerne luoghi, storia e gastronomia.
Centro storico medievale
Il casco antiguo di Oviedo ospita la maggior parte dei punti di interesse della città. Camminare attraverso il dedalo di stradine di questo quartiere è molto piacevole, inoltre si ha subito la sensazione di entrare in contatto con la vita quotidiana dei cittadini.
Cattedrale di San Salvador
Situata nella piazza Alfonso II El Casto, l’imponente Cattedrale di Oviedo risale al XIII secolo e racchiude in sé ben tre stili architettonici: gotico, rinascimentale e barocco. Al suo interno si trovano importanti reliquie e tesori oggetto di pellegrinaggi, non a caso la Camera Santa è stata proclamata Patrimonio dell’Unesco.
Questa cattedrale è molto importante in Spagna, quasi al pari di quella di Santiago de Compostela, poiché costituisce la prima tappa del Cammino Primitivo.
Museo delle Belle Arti
Il Museo delle Belle Arti si trova proprio nella piazza della cattedrale ed è gratuito, ma controllate gli orari perché cambiano in base alla stagione. Al suo interno sono esposte oltre 15.000 opere (a partire dal XV secolo) di artisti nazionali e internazionali, tra i quali Dalì, Mirò, El Greco, Goya.
Museo Archeologico
Nelle adiacenze della cattedrale è possibile visitare anche il Museo Archeologico, ubicato all’interno del monastero benedettino San Vicente. Anche in questo caso, l’ingresso è gratuito.
Plaza Trascorrales o Plaza de la Burra
Questa piazza un tempo ospitava il mercato di generi alimentari della città. ‘Burra’ in spagnolo vuol dire asina, ed è per questo che qui troverete due statue raffiguranti questo animale e la sua padrona intenta a vendere il latte. Oggi rappresenta un angolo ideale in cui fermarsi a bere qualcosa tra le facciate colorate delle case circostanti.
Plaza del Fontán
Siamo in pieno centro storico ed è incredibile pensare che questa piccola piazza, un po’ nascosta e dalla forma rettangolare, un tempo fosse una laguna naturale. Il suo nome deriva proprio dalla presenza di una sorgente o fontana che approvvigionava il bacino, finché non fu deciso di prosciugarlo a causa della sua insalubrità.
Anticamente i contadini venivano qui a vendere i loro prodotti dando vita a un grande movimento commerciale, una sorta di mercato. E ancora oggi, nelle viuzze intorno alla piazza, proprio davanti allo storico Mercado El Fontán, si svolge il mercato domenicale della città.
Campo San Francisco

Polmone verde della città, questo bel parco deve il suo nome al convento – dedicato all’omonimo santo – che un tempo si trovava qui. Ideale per una pausa durante l’esplorazione della città, al suo interno è possibile osservare una grande varietà di alberi e passeggiando ci si imbatte in diverse fontane e sculture, la più celebre è sicuramente quella dedicata a Mafalda.
Calle Gascona
Conosciuta anche come il Boulevard de la sidra, in questa strada si concentra il maggior numero di locande in cui assaggiare la bevanda alcolica più celebre delle Asturie, ricavata da differenti varietà di mele presenti nel territorio. Tutte le sidrerie servono anche da mangiare, per cui preparatevi a lunghissime attese, soprattutto nei weekend.
Statue in bronzo
Quella di Plaza de la Burra non è l’unica scultura in bronzo presente a Oviedo, ce ne sono infatti oltre trenta sparse per la città. La Maternidad di Fernando Botero e Culis Monumentalibus di Eduardo Úrculo le mie preferite – quest’ultima è anche la più discussa.
Plaza de la Constitución
Questa piazza è detta anche Plaza del Ayuntamiento perché è qui che ha sede il municipio della città. Sotto i portici è possibile osservare, impressa sulla pavimentazione, la conchiglia simbolo del Cammino di Santiago.
Teatro Campoamor
In questo teatro ogni anno vengono conferiti i Premois Princesa de Asturias – importantissimi in Spagna – in diversi ambiti, tra i quali sport, arte, ricerca scientifica, letteratura.
Ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Teatro Campoamor è il fulcro della vita culturale di Oviedo e delle Asturie.
Monte Naranco e chiese preromaniche
Se avete tempo, spingetevi fino alle pendici del guardiano di Oviedo, il Monte Naranco. Oltre ad una passeggiata nella natura, potrete visitare le due bellissime chiese preromaniche di Santa Maria del Naranco e San Miguel de Lillo.
Arenas de Cabrales: alla ricerca dell’oro delle Asturie
Ritirata l’auto, ci siamo diretti ad Avín – un minuscolo agglomerato di case nella zona di Canga de Onís – che abbiamo scelto come base per esplorare questa parte della regione, soprattutto in vista dell’escursione ai Laghi di Covadonga.
Questa zona è perfetta se siete alla ricerca di un alloggio circondato dalla natura, dove il tempo è scandito dai ritmi semplici della vita rurale.
Non si può passare da queste parti senza rendere omaggio ad uno dei protagonisti del territorio: il queso Cabrales. Per questo, ci siamo diretti subito nel piccolo borgo di Arenas de Cabrales.

Più volte eletto miglior formaggio del mondo, questo prodotto, insieme al Gamoneu e al Questo Tres Leches, rappresenta un’eccellenza nell’industria casearia ed una specialità locale.
La sua storia e il suo processo produttivo possono essere conosciuti più da vicino prenotando una visita con degustazione in una delle cueavs certificate, in cui viene appunto lasciato a maturare il formaggio. Fanno tutte capo alle aziende produttrici della zona, che insieme formano un consorzio volto a proteggere l’artigianalità del prodotto e ad assicurargli il marchio D.O.P.
Noi ci siamo affidati alla Fundación Cabrales. La visita guidata alla cueva con degustazione va prenotata sul loro sito ed ha un costo di 5€.
Se aveste voglia di una cena tipica in zona, vi consiglio caldamente il ristorante Sidreria Casa Niembro – atmosfera verace e cibo squisito.
Laghi di Covadonga e Santuario

Enol e Ercina, conosciuti come i Laghi di Covadonga, sono due bacini di origine glaciale situati a circa 1.000 metri di altezza. Siamo sulla catena montuosa e Parco Nazionale Picos de Europa.
I laghi possono essere raggiunti attraverso due percorsi di trekking – uno ad anello ed uno un po’ più articolato – e quella per arrivarci è tra le escursioni più comuni da fare nella Spagna del Nord.
Laghi di Covadonga: come arrivare e come visitarli


Il governo spagnolo e il Principato delle Asturie proteggono queste due gemme e la sua fauna attraverso un sistema di accessi limitati e controllati: a meno che non si acceda al parco prima delle 07:00, ci si può spingere con la propria auto solo fino ad alcuni parcheggi segnalati. Da lì in poi, bisogna usufruire delle navette che accompagnano gli escursionisti fino al punto di partenza dei sentieri (noi abbiamo scelto questa opzione), o dei taxi.
Il costo del parcheggio è di 2€ (tariffa giornaliera), ed è possibile scegliere tra P1 (noi abbiamo parcheggiato qui), P2, P3 e P4. L’autobus navetta, invece, ha un costo di 9€ (andata e ritorno), ed è possibile acquistarlo sempre sul sito della compagnia Alsa.
Questa escursione attraversa luoghi davvero suggestivi e dall’effetto rigenerante. Mi sento di consigliarla a chiunque ami la natura e la montagna, a chi senta il bisogno di riconnettersi con questi due elementi. E soprattutto a chiunque abbia voglia di scoprire altri volti della Spagna.
Durante il percorso ci si imbatte in paesaggi che sembrano dipinti, cime che regalano viste a strapiombo, prati sconfinati, ma soprattutto è facile incontrare i più illustri abitanti del parco: i cavalli selvatici – sono docili ma meglio mantenere una certa distanza per non innervosirli.

Suggerisco di prendere la piccola deviazione che conduce fino al Mirador Entrelagos, un belvedere da cui si può godere di una vista generale impagabile.
Santuario di Covadonga

Una volta terminato il trekking, sarà semplice arrivare fino al piccolo centro di Covadonga per visitarlo, mangiare qualcosa ed ammirare la Basilica e la Santa Grotta.
La Basilica de Santa María la Real è una chiesa in stile neoromanico che vi stupirà per la sua posizione incastonata tra le montagne, a seconda del punto di osservazione sembra quasi in bilico. Nella Santa Cueva invece, è custodita e venerata l’immagine della Santina, la Vergine di Covadonga, assieme alla tomba dei re Pelayo e Alfonso I. Proprio da Covadonga, infatti, è partita la Reconquista spagnola sotto il comando di Don Pelayo, fondatore del Regno delle Asturie dopo l’insurrezione contro l’espansione musulmana.
Per l’escursione ai laghi e al santuario, calcolate un’intera giornata.
Canga de Onís

Probabilmente il villaggio più conosciuto e visitato nella zona de Los Picos de Europa, Canga de Onís è diventato negli anni un punto strategico che in molti scelgono come base per le escursioni ai laghi di Covadonga e al Santuario.
L’emblema del paese è il Ponte Romano (o Puentón) di origine medievale, sotto il quale scorre il fiume Sella. Dalla sua estremità pende una replica della Cruz de la Victoria, simbolo del Principato delle Asturie.
Molto grazioso il centro storico del pueblo, che si snoda attorno alla strada principale, Calle San Pelayo. Percorrendola tutta si arriva alla chiesa principale di Canga de Onís, la Iglesia Nuestra Señora de la Asunción, facilmente riconoscibile per via del suo peculiare campanile.

Ribadesella, Llanes, Vilaviciosa
L’ultima giornata di questo viaggio on the road nelle Asturie è perfetta da trascorrere alla scoperta dei paesi che più vi incuriosiscono, noi abbiamo optato per la costa orientale.
Llanes


Quello che più mi ha colpita è Llanes, annoverato tra i più bei borghi non solo del Principato, ma di tutta la Spagna. Il centro storico medievale è molto dinamico, con tanti negozi, ristoranti, e soprattutto pasticcerie: ho infatti scoperto che Llanes è famosa per i dolci al marzapane – erano effettivamente squisiti.
Bellissimo il Paseo San Pedro che costeggia il litorale e dal quale è possibile ammirare le Casas Indianas o Casas de los Indianos: ville che sono un tripudio di architettura coloniale – e in qualche caso modernista – commissionate dai coloni spagnoli, che una volta rientrati in patria, costruivano queste dimore maestose per ostentare la loro ricchezza.
Llanes vanta diverse spiagge molto gettonate in estate. Sablón è quella cittadina alla quale si accede dopo una bella passeggiata che parte dal porticciolo, mentre Playa de Toró e Puerto Chico si trovano leggermente fuori dal centro.
Ribadesella
Da Llanes ci siamo diretti a Ribadesella, un villaggio di pescatori il cui porto è tra i principali della regione.
Una volta lasciata l’auto nei parcheggi alle porte del paese e percorso il Paseo de los Vencedores del Sella, un viale che vi condurrà nel cuore del borgo costeggiando il fiume e attraverso il quartiere dei pescatori, il più antico di Ribadesella.
A questo punto, se siete solo di passaggio vi suggerisco di concentrarvi nell’esplorazione del centro storico partendo dal Plaza de la Reina Maria Cristina fino a Plaza de la Iglesia, in cui si trova la chiesa più importante del paese dedicata a Santa Maria Maddalena.
Da vedere, secondo me, anche Playa Santa Marina per ammirare, ancora una volta, altri esempi di Casas Indianas. Decisamente la mia parte preferita della nostra visita a Ribadesella.
Qualora aveste più tempo a disposizione, potreste recarvi al belvedere chiamato Mirador de la Cuesta o al Paseo de la Grua che conduce fino ad un altro porticciolo.
In generale, non mi sento di definire Ribadesella una tappa imprescindibile ma si sa, la soggettività può sempre sorprenderci durante i viaggi.
Villaviciosa

Di Vilaviciosa invece, più che il borgo in sé, mi è piaciuta molto una delle spiagge: Playa de Rodiles, davvero molto scenografica anche con condizioni meteo non proprio favorevoli. Vi si accede a piedi, attraverso un sentiero che si fa spazio nel bosco di pini ed eucalipti alle sue spalle.
Si tratta di una spiaggia di sabbia fina dorata, lunga oltre un chilometro e attrezzata sia per gli amanti del surf che per campeggiare o fare un picnic. Playa de Rodiles, inoltre, appartiene alla Costa Jurassica o Costa dei Dinosauri asturiana, il che la rende un punto di interesse anche dal punto di vista archeologico.
Hórreos

Un aspetto che ho trovato molto affascinante durante i nostri giri tra questi piccoli paesi – soprattutto nella zona di Villaviciosa – riguarda l’Hórreo (o Orrio in asturiano). Si tratta di una costruzione in legno che in passato fungeva da granaio o dispensa. La sua struttura rialzata aveva la doppia funzione di garantire un’adeguata areazione e di evitare che gli animali arrivassero al cibo. Le famiglie più abbienti potevano permettersi un hórreo privato mentre, chi non possedeva disponibilità economica sufficiente, poteva affittare una parte di un hórreo condiviso.
Se ne possono vedere tanti sparsi tra le stradine dei villaggi e, agli occhi di chi non ne conosce la storia, sembrano delle simpatiche casette in legno dallo scopo indefinito. Oggi la maggior parte degli hórreos condivisi sono in stato di abbandono, mentre quelli privati vengono mantenuti in vita a scopo decorativo.
Cosa mangiare
Come per tutto il resto della Spagna, anche quello nelle Asturie rappresenta un viaggio gastronomico oltre che geografico. Ecco allora alcuni dei piatti tipici che a mio parere meritano di essere provati, e di cui probabilmente all’estero non si sente parlare molto come invece accade per la paella o per la tortilla de patatas.
- Tutti i formaggi della zona: Cabrales, Gamoneu, Tres Leches, ma anche tutte le altre proposte perché hanno un sapore molto deciso – perfette per veri amanti dei formaggi.
- Fabada: piatto asturiano per eccellenza, si prepara con fagioli e carne di maiale.
- Cachopo: molto simile alla cotoletta alla milanese, ma in questo caso ripiena di prosciutto e formaggio.
- Tortos de maiz: frittelle di mais fritte.
- Empanada de cecina y queso de cabra: sfoglia ripiena di carne disidratata di manzo e formaggio di capra.
- Chorizo a la sidra: il tipico chorizo spagnolo qui si fa cuocere a lungo nella sidra.
- Arroz con leche: letteralmente riso con latte, a cui vengono aggiunti acqua, zucchero, burro, anice o cannella. Un dolce che personalmente adoro e che è possibile assaggiare in diverse regioni della Spagna o nei paesi del Centro e Sud America.
- Sidra: colonna portante della cultura enogastronomica asturiana, la sidra è una bevanda alcolica ottenuta dalla spremitura delle mele e che, a seconda della tipologia del frutto usato, può essere più o meno dolce o acida.
- Carbayonese e moscovitas: i primi sono dei dolci (dolcissimi!) simili all’eclair francese a base di pasta sfoglia, mandorle, burro e zucchero; se non siete tipi da dessert, questi non fanno per voi! I moscovitas invece, sono di biscotti secchi a base di mandorle e cioccolato. Vi consiglio di assaggiare entrambi nella storica Confiteria Rialto, una pasticceria con sala da tè d’altri tempi.
Dove dormire
Durante questo viaggio abbiamo provato tre alloggi differenti e tutti ci sono piaciuti molto, pertanto mi sento di consigliarveli:
- Oviedo: Hotel Fruela. Posizione difficile da battere, stanze grandi e molto comode.
- Avín: Apartamentos El Valle. Appartamento delizioso, immerso nel silenzio.
- Villaviciosa: L’Arbolea de Rodiles. Bellissimo Bed and Breakfast gestito dalla dolce Katia con amore e dedizione. Ottima colazione con prodotti fatti in casa e location ideale.
Buon viaggio alla scoperta del Pricipato di Asturias!
Ancora voglia di Spagna? Vi lascio un articolo per un viaggio sui Pirenei Aragonesi, luoghi straordinari e ancora poco raccontati – perfetti per gli amanti della natura e della montagna.
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Finalmente una Spagna diversa! Grazie per questo bellissimo articolo!
Grazie a te!