Costa Rica e Bocas del Toro: itinerario e guida di viaggio

Un itinerario a cui ispirarsi se sognate un viaggio on the road in Costa Rica e Bocas del Toro e avete a disposizione dai 15 ai 20 giorni; ma anche una guida pratica su cosa vedere, dove dormire e come spostarsi tra le meraviglie incontaminate dell’America Centrale.
Il Costa Rica e Panama sono senza dubbio dei luoghi che vorrò rivivere in futuro, possibilmente concentrandomi su ciò che ancora non conosco. Fino ad allora, ripenserò con nostalgia e tenerezza a tutti quei posti che mi hanno accolta durante uno dei miei viaggi più intensi.
Proprio per questo, voglio condividere i momenti indimenticabili che hanno caratterizzato questa avventura e l’itinerario in cui hanno preso forma, affinché altri viaggiatori possano sentirsi ispirati e guidati durante la scoperta di questa preziosa parte di mondo.
Prima di focalizzarvi sull’itinerario, vi suggerisco di non perdere le mie raccomandazioni su come organizzare questo viaggio in autonomia e tutte le informazioni utili da sapere prima della partenza.
Alajuela
Io e L. eravamo più che mai decisi a voler rendere la natura protagonista assoluta di questo viaggio, il che ha comportato dover rinunciare a visitare la capitale San Josè. Seguendo i consigli di altri viaggiatori, una volta atterrati abbiamo preso un taxi per Alajuela.
Alajuela è una cittadina appena fuori San Josè e piuttosto vicina all’aeroporto, quindi molto comoda come base all’inizio e alla fine di un viaggio on the road come questo.
La mattina successiva un addetto dell’agenzia di autonoleggio è venuto a consegnarci la nostra auto 4×4 – indispensabile per girare il Costa Rica – direttamente in hotel; un’opzione che vi consiglio se non intendete visitare San Josè, perché vi consentirà di partire immediatamente senza dover tornare in aeroporto o, appunto, recarvi in città.
Uvita
Quella ad Uvita è stata ciò che potremmo definire una tappa tecnica. Come sempre, quando si ha un tempo limitato per scoprire un nuovo Paese, bisogna fare delle scelte e noi avevamo deciso di rinunciare ad una visita approfondita di questa parte della costa pacifica, con l’intenzione di spingerci più a sud nella Penisola di Osa.

Tuttavia, non conoscendo la situazione reale delle strade in Costa Rica e non essendo certi di poter percorrere la tratta Alajuela – Sierpe tutta d’un fiato, abbiamo optato per passare una notte a Uvita spezzando la prima parte del viaggio.
Col senno di poi, posso affermare che è assolutamente possibile evitare questa sosta, a meno non rientri tra le tappe di vostro interesse. Io stessa, con un paio di giorni in più, avrei di certo inserito nell’itinerario il Parque Nacional Marino Ballena.
Noi ci siamo limitati ad esplorare a piedi il villaggio e i suoi dintorni, e a goderci un po’ di relax in piscina.
Se siete qui e avete fame, Que Tuanis Café è il posto ideale – cucina tipica squisita.
Bahía Drake e Parque Nacional del Corcovado

Il nostro viaggio on the road tra Costa Rica e Panama è entrato nel vivo nel momento in cui siamo partiti alla volta di Sierpe, località da cui salpano le lance che attraversano il Río Serpe per raggiungere Bahía Drake.
Bahía Drake, nonostante le sue ridotte dimensioni e la sua posizione decisamente remota, è il punto di partenza per le escursioni al Parque Nacional del Corcovado, una delle aree protette più importanti del pianeta in termini di biodiversità.
Questa era per me la parte più importante dell’intero viaggio, ed è qui che ho lasciato un pezzo del mio cuore. Per questo, arriverà presto un articolo dedicato.
Come arrivare a Bahía Drake
A Sierpe bisogna lasciare l’auto in un grande parcheggio, da pagare in contanti (nel nostro caso, 6.000 colones – circa 10€ – per due notti). La destinazione da inserire nel navigatore è il ristorante Oleaje Sereno, a pochi passi dal molo.
Le lance salpano solo alle 11:30 e alle 15:30, ma assicuratevi di arrivare con almeno un’ora di anticipo per sbrigare tutte le incombenze legate al parcheggio e ai biglietti. Anche il pagamento del trasferimento in barca è in contanti e avverrà un attimo prima di salire a bordo; costo: 12.000 colones, circa 20€ a persona. La traversata tra foreste di mangrovie e un tratto di mare aperto dura poco più di un’ora.
Accordatevi con i vostri host sull’orario di arrivo affinché possiate trovare qualcuno ad attendervi sulla spiaggia. A Bahía Drake, infatti, non ci sono altri modi per spostarsi se non quello di fare affidamento sul personale della struttura presso cui si alloggia: non ci sono taxi né scooter da noleggiare, il villaggio è molto piccolo, le strade sterrate e quasi sempre in salita. Allo stesso modo, non ci sono farmacie o bancomat. Si tratta di un posto molto, molto isolato.
Avrete capito che per arrivare in questo punto del Costa Rica occorre praticamente un intero giorno, quindi il mio consiglio è di trascorrevi almeno due notti.
Parque Nacional del Corcovado
Il giorno successivo lo abbiamo dedicato all’escursione al Parque Nacional del Corcovado. Sveglia alle 04:00 del mattino e colazione molto abbondante perché quello sarà l’unico pasto fino alle 15:00. Il personale dell’hotel o guest house si occupa di accompagnare i viaggiatori in spiaggia dove, tra le 5.30 e le 6:00, si parte in barca in direzione del parco; durata del tragitto, un’ora e mezza.


L’escursione occupa più di mezza giornata compresi i transfer e va prenotata con parecchio anticipo perché quest’area protetta può essere visitata solo con l’accompagnamento di una guida certificata, e possono accedervi un massimo di 100 persone al giorno.
L’ingresso al Parco ha un costo di 16,95$ (circa 15€ a persona). Tuttavia, a questa cifra andrà aggiunto il costo dell’escursione con la guida. Ad oggi (2024), il prezzo di un tour in giornata si aggira tra i 90$ e i 120$ a persona; qualora voleste pernottare all’interno del parco al lodge La Sirena e fare il tour di due giorni, il prezzo aumenterebbe.
Visitare questo luogo è stata per me una grande emozione, arrivarci non è affatto semplice ma ne vale assolutamente la pena se siete dei veri appassionati di natura ed escursionismo, e se amate osservare gli animali. Noi li abbiamo visti tutti eccetto il puma, di cui abbiamo scovato solo le orme fresche, segno di un recente passaggio.
Una volta rientrati, resta ancora qualche ora prima che faccia buio e io vi consiglio di recarvi nella scenografica Playa San Josecito e poi cercare uno spot per ammirare il tramonto tra le palme, lo spettacolo è assicurato.

Nuovo giorno, nuova sveglia presto per tornare in lancia fino a Sierpe, riprendere l’auto e proseguire il viaggio, questa volta verso il cuore del Costa Rica: El Valle Central.
La Fortuna: cosa vedere nel cuore del Costa Rica
Quella da Sierpe a La Fortuna è stata la parte più complessa di questo on the road. La pioggia tropicale, che mai si è palesata durante tutto il viaggio se non di notte, ci ha sorpresi un’unica volta di giorno e nel tratto di strada più arduo e isolato da percorrere. Dopo attimi di tensione e qualche spavento, siamo fortunatamente arrivati a destinazione nel tardo pomeriggio. Se percorrerete anche voi questo tratto di strada, siate molto prudenti.
La Fortuna è stata la nostra base per tre giorni, durante i quali ci siamo lasciati sedurre dal fascino e dall’energia del Vulcano Arenal, da una natura che sembra dipinta e dall’ottima cucina dell’America Centrale.

Catarata Río Fortuna
La cascata del Río Fortuna è uno dei luoghi più iconici della zona settentrionale del Costa Rica. Il percorso di 500 scaloni per raggiungerla è tanto faticoso quanto stupefacente. Man mano che ci si avvicina, il rumore fragoroso del salto d’acqua di 70 metri si fa sempre più deciso; l’acqua è fredda ma sono in molti i temerari che non rinunciano ad un bagno.

Il costo per accedere alla riserva è di 20$ (circa 20€ a persona) e l’orario di apertura è dalle 07:00 alle 17:00.
Parque Nacional del Volcán Tenorio: Catarata Río Celeste, Mirador e Poza Azul
Narra la leggenda che Dio, una volta terminato di dipingere il cielo, sciacquò il suo pennello nelle acque di questo fiume.
Il Río Celeste è tra i ricordi che più porto nel cuore, è come assistere ad una magia che per fortuna non si esaurisce mai. Si trova all’interno del Parque Nacional Volcán Tenorio ed è molto amato sia dai local che dai viaggiatori di tutto il mondo per via della sua colorazione: l’acqua che scende cristallina dalla cascata, infatti, diventa turchese non appena tocca il bacino sottostante.
Percorrendo inoltre il sentiero di 14 km che costeggia il fiume, è possibile osservare l’esatto punto il cui l’acqua assume questo colore e nasce il Río Celeste dalla fusione di due fiumi: Buena Vista e Quebrada Agri – uno marrone, l’altro color latte.

Per spiegare questo spettacolo naturalistico sono state avanzate due ipotesi: da un lato l’effetto ottico prodotto da una dispersione della luce solare; dall’altro un fenomeno chimico legato alla vicinanza del vulcano e dunque alla presenza elevata di zolfo e altri minerali. In effetti, l’odore di zolfo è davvero pungente.

Proseguendo la camminata per qualche centinaio di metri si arriva al Mirador, una struttura il legno di vari livelli dalla quale è possibile godere di una bellissima vista sul vulcano e sulla giungla circostante.
Poco distante dal Mirador, un piccolo sentiero conduce sulle sponde della Poza Azul, una laguna silenziosa dall’aria nostalgica.
Parque Nacional Volcán Arenal
Il Vulcano Arenal è ormai silente dal 2010, ma rimane uno dei luoghi più affascinanti da visitare in Costa Rica. Ammetto di aver avvertito un’energia molto potente nei giorni passati qui, un magnetismo profondo.
Quando siamo arrivati a La Fortuna, il vulcano – come spesso accade – era coperto da fitte nubi, ma già con le prime luci dell’alba abbiamo potuto godere di un panorama impagabile, e da quel momento è stata un’ipnosi continua; era come avere una presenza viva intorno a noi.

Il parco offre diversi percorsi, alcuni più semplici e altri più complessi come il Sendero Lava Vieja. L’ingresso ha un costo di 16,95$ (circa 15 euro a persona).
Imperdibile – a mio parere – l’escursione attraverso l’agglomerato di sentieri chiamato Arenal 1968. Il nome di questa attrazione deriva proprio dall’ultima eruzione catastrofica, avvenuta in quell’anno. Il trekking inizia nella maestosa foresta alle pendici del ‘re della valle centrale’ e si apre poi in una sorta di paesaggio marziano che costeggia la colata lavica. Il costo è di 25$ (circa 23€ a persona).
Sorgenti termali
Se state pianificando un viaggio in Costa Rica, vi sarete sicuramente imbattuti in qualche immagine delle piscine termali di Tabacón. Proprio accanto all’omonimo resort infatti, ci sono delle sorgenti termali gratuite (e per questo un po’ affollate). In alternativa, tutti gli hotel della zona offrono l’accesso a delle piscine di acqua vulcanica private; in sostanza, queste strutture sono state costruite attorno alle sorgenti proprio per poi includerle tra i servizi offerti. Va detto che nonostante figurino come resort, ce ne sono per tutti i budget, quindi vi consiglio di dare un’occhiata e non scartarli a priori.
Parque Nacional Tortuguero
Dopo tre giorni nell’entroterra ci siamo spostati nuovamente sulla costa, ma questa volta su quella caraibica.


Come arrivare al Parque Nacional Tortuguero
Come per il Corcovado, anche per il Parque Nacional Tortuguero, bisogna salutare l’auto per un paio di giorni. Dovrete recarvi fino a La Pavona, precisamente al soda El Rancho, lasciare il vostro mezzo nel grande parcheggio (prezzo: 6.000 colones, circa 10€ al giorno) e da lì imbarcarvi per il piccolo villaggio di Tortuguero, una manciata di case ed eco-lodge su una laguna circondata dalla foresta pluviale e dalla giungla di mangrovie.
Oltre al soda, è presente anche un piccolo mini market in cui vi suggerisco di recarvi se non avete già comprato qualche snack lungo la strada, perché a Tortuguero ci sono sì diversi ristorantini, ma un solo market.
Il trasferimento in barca dura circa un’ora ed è abbastanza organizzato. Costo: 6.000 colones (circa 10€ a persona) per essere lasciati al molo del vostro hotel – qualora ne sia provvisto – altrimenti, la metà se scendete all’embarcadero del villaggio.
Cosa fare al Parque Nacional Tortuguero
Complice la posizione della nostra struttura – un eco-lodge completamente integrato nella natura – la prima giornata caribeña è stata piuttosto rilassante. Qui, infatti, si può godere appieno del contatto con la flora locale, passeggiare a piedi nudi scrutati attentamente dalle iguane, concedersi uno smoothie da urlo a bordo piscina e passeggiare sulla spiaggia bagnata dal Mar dei Caraibi.

Proprio al cospetto di quel mare, e da quello che ho interpretato come un segno di gratitudine dell’universo nei miei confronti, è nata l’idea di Out of Her Shell.
Il nostro secondo giorno al Tortuguero è iniziato – di nuovo – con una sveglia all’alba per un’escursione in barca attraverso la giungla di mangrovie e suoi canali. Un’esperienza da fare assolutamente e per la quale non posso che consigliarvi Castor, una delle guide più esperte del posto. Andate a cercarlo il giorno prima al ristorante di sua moglie, il Soda Doña Maria, e accordatevi su prezzo e orario dell’escursione (da pagare in contanti). Durante questo tour, grazie all’occhio esperto di Castor che svolge questo lavoro da 40 anni, avvisterete caimani, alligatori, tante specie di uccelli, bradipi, e potrete conoscere le caratteristiche di questo territorio.

Nel primo pomeriggio abbiamo percorso il sentiero principale della riserva che parte dalla stazione dei guardiaparchi: un percorso molto facile e non particolarmente spettacolare, ma una passeggiata nella natura è sempre una buona idea. Attenzione alle scimmie dispettose che lanciano frutti dagli alberi!
Abbiamo concluso la giornata dedicandoci ad esplorare il villaggio e conoscere i suoi amichevoli abitanti e, dopo esserci goduti uno straordinario tramonto, abbiamo cenato da Dorling’s Bakery e scambiato quattro chiacchiere con la sua dolce proprietaria.
Consiglio di trascorrere a Tortuguero almeno due giorni.
Puerto Viejo de Talamanca: cosa vedere sulla costa caraibica
Recuperata l’auto a La Pavona, abbiamo proseguito verso sud fino a Puerto Viejo de Talamanca.
Puerto Viejo è nota per le sue vibes, frutto dell’incontro tra diverse culture: qui infatti, la presenza della comunità jamaicana è molto radicata. Non solo, oltre a ticos e jamaicani, Puerto Viejo ospita tanti expat europei e persone provenienti da altri Paesi di Centro e Sud America.
Cosa genera una mezcla come questa? Musica costante dall’alba al tramonto, atmosfera rilassata e positiva, e un’offerta gastronomica che si scosta dalle più strette tradizioni dell’entroterra.
Parque Nacional de Cahuita

Tra quelli visitati, questo è l’unico parco con ingresso gratuito anche se è buona prassi lasciare una donazione. Non è necessario essere accompagnati da una guida, ma bisogna prestare attenzione: il parco, infatti, pullula di animali e quello che desta più preoccupazione è sicuramente l’alligatore. Noi abbiamo avuto un incontro decisamente ravvicinato con un grosso esemplare che, fortunatamente, era più interessato a prendere il sole che a noi.
Perfetto per fare hiking, questo parco è semplice da percorrere e molto suggestivo proprio per la massiccia presenza di fauna e per la vegetazione fitta. La parte migliore è senza dubbio l’arrivo alla spiaggia di Punta Cahuita: incastonata tra le palme, questa spiaggia ricorda molto quelle dei pirati nelle scene dei film. L’acqua è turchese ed è possibile fare snorkeling.

La riserva è aperta dalle 08:00 alle 16:00, quindi bisogna organizzarsi per tornare indietro in tempo utile. La camminata fino a punta Cahuita dura circa 2 ore.
Playa Cocles
Spiaggia perfetta per fare surf, non sempre per fare il bagno. Ideale anche per rilassarsi, fare lunghe passeggiate, scambiare quattro chiacchiere e bere qualcosa di fresco in riva al mare; è stata quella che ho preferito in questo tratto di costa. Ci si arriva con una passeggiata di circa mezz’ora dal centro di Puerto Viejo e – a parer mio – vale la pena passare qualche ora qui piuttosto che, ad esempio, nella spiaggia cittadina di Playa Negra che non mi è sembrata un granché.
Punta Uva
Da molti considerata la più bella spiaggia di questa zona, Punta Uva si trova più a sud di Playa Cocles. Io e L. abbiamo trovato cielo nuvoloso e mare un po’ mosso, quindi non la condizione ideale ma in generale è adatta per fare il bagno e anche per le famiglie. Anche qui, atmosfera rilassata e tanta musica reggae in spiaggia.
Manzanillo
Spingendosi ancora più a sud in direzione Panama per circa 15 km si arriva a Manzanillo, località nota per la presenza di un altro importante parco naturale della costa caraibica: il Refugio Nacional de Vida Silvestre Gandoca-Manzanillo.
Noi non avevamo tempo a sufficienza per visitare la riserva, ma se aveste a disposizione più giorni da trascorrere in queste zone, non dovreste perdervelo.
Abbiamo invece passato qualche ora nella graziosa Playa Manzanillo e visitato il piccolo villaggio, un posto fuori dal tempo.
Arcipelago di Bocas del Toro, Panama

Da Puerto Viejo ci siamo diretti verso Sixaola per attraversare la frontiera e passare i quattro giorni successivi a Bocas del Toro, arcipelago panamense di straordinaria bellezza.
Il confine tra Costa Rica e Panama sul versante est può essere attraversato soltanto a piedi; pertanto, se come noi viaggerete in autonomia, dovrete lasciare l’auto o la moto. Noi abbiamo deciso di riconsegnare la macchina a Puerto Viejo, per poi noleggiarne un’altra al nostro ritorno, e usare un servizio di shuttle condiviso. Il costo è di 68$ – circa 62€ – a testa e comprende il transfer in bus da Sixaola ad Almirante e viceversa, e il tragitto in barca da Almirante a Bocas Town e ritorno.
In alternativa, potreste spingervi fino a Sixaola e chiedere alle pesone del posto di avere cura del vostro mezzo per qualche giorno in cambio di un contributo economico – l’ho visto fare a diversi ragazzi.
In questo articolo ho parlato più approfonditamente dell’attraversamento del border.
Mentre questo è l’articolo che dovreste leggere per scoprire i luoghi da non perdere a Bocas del Toro e come organizzare al meglio la vostra permanenza su queste isole.
Puerto Viejo de Talamanca – Alajuela
Stesso percorso a ritroso, ed eccoci di nuovo a Puerto Viejo de Talamanca.
Dopo esserci goduti l’ultima giornata all’insegna delle energie afro-caraibiche, abbiamo ritirato la seconda auto di questo viaggio nell’agenzia di noleggio della città e ci siamo diretti all’alloggio lasciato solo qualche giorno prima per una cena speciale con la sua proprietaria, italiana.
Al termine di un lungo viaggio, questa volta senza soste intermedie, abbiamo fatto rientro ad Alajuela per la nostra ultima serata in Costa Rica, e da lì ci siamo diretti in aeroporto la mattina successiva.
Viaggio in Costa Rica e Bocas del Toro: dove dormire
In questo viaggio abbiamo avuto solo esperienze positive con gli alloggi e tutti meritano di essere consigliati.

Dove Dormire in Cosa Rica
Alajuela: Villa San Ignacio. Un’oasi di pace immersa nel verde. Belle stanze, personale gentilissimo e ristorante ottimo.
Uvita: Uvita Paradise. Appartamenti nuovi e dotati di tutto il necessario. Molto belle la piscina e la jacuzzi in giardino.
La Fortuna: Arenal Manoa Resort & Hot Springs. In termini di esperienza complessiva ho preferito realtà più autentiche, qui sei soltanto il numero della tua stanza. Però ecco, svegliarsi ogni mattina di fronte al vulcano e potersi immergere nelle sorgenti di acqua termale anche a tarda sera è davvero suggestivo.
Tortuguero: Mawamba Lodge. Eco-lodge perfettamente integrato nella natura. In nome del rispetto per l’ambiente, nelle stanze non c’è aria condizionata, mentre il Wi-Fi è presente solo nelle aree comuni per favorire la disconnessione.
Bahía Drake: Casa Gitana Corcovado. Un posto in cui vi sentirete a casa. L’hotel è leggermente isolato ma gli host vi aiuteranno in tutto, sono persone eccezionali. Tenete presente che gli standard di Bahía Drake non sono gli stessi che in altre aree del Paese.
Puerto Viejo de Talamanca: Sonora Jungle Retreat. Un luogo che dona pace e serenità, gestito con amore e duro lavoro da Alessandra. Perfetto se il vostro viaggio è a tema yoga o wellness.
Dove Dormire a Bocas del Toro
Isla Colón: Oasis Bluff Beach, il posto che non vorresti mai lasciare. Fronte mare, poche stanze estremamente curate, lontano dal centro quanto basta per vivere in simbiosi con la natura. Simon e Wendy ci hanno trattato come persone di famiglia, aiutandoci a rendere i giorni a Bocas del Toro indimenticabili. La cucina di Simon è stata la migliore provata in tutto il viaggio.
Fatemi sapere se userete questo itinerario per il vostro viaggio in Costa Rica e Bocas del Toro. Buon viaggio in America Centrale!
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