Cosa vedere a Marsiglia in 3 giorni: guida di viaggio

Seconda città più grande della Francia e capoluogo della Provenza, Marsiglia è una meta perfetta per un weekend lungo o un ponte festivo. Scopriremo cosa vedere a Marsiglia in tre giorni, ma anche dove mangiare, quando visitarla e i luoghi che personalmente ho apprezzato di più.
Città portuale e per questo crocevia di commerci e traffici di ogni tipo, nonché punto di congiunzione tra diverse culture, ‘la petit Naples’ ha sperimentato un notevole rinnovamento in previsione, e poi a seguito, del riconoscimento conferitole nel 2013 di Capitale della Cultura Europea.
Negli ultimi anni, per alcuni è diventata una destinazione di tendenza dopo che uno dei suoi figli d’arte, lo stilista Simon Porte Jacquemus – in realtà originario di una cittadina alle porte di Marsiglia – ne ha ripetutamente celebrato la bellezza e quell’estetica mediterranea tanto cara al creativo. Marseille Mon Amour, la mini-guida che ha condiviso con la sua community su Instagram, ne è un esempio.
Cosa vedere a Marsiglia – Primo giorno
Le Vieux Port
Iniziamo a scoprire Marsiglia dal quartiere Vieux Port, il porto antico, zona emblematica della città. Dal nostro hotel, ci arriviamo percorrendo rue de la République e rue de Caisserie, due ampi viali in cui è possibile trovare negozi di ogni genere, ristoranti, supermercati.

Oggi il porto di Marsiglia può considerarsi un’attrazione turistica a tutti gli effetti, grazie alla riqualificazione avvenuta proprio nel 2013 sotto la guida dell’architetto Norman Foster. L’area è per gran parte pedonale e sulle due sponde sono presenti numerosi ristoranti. Sceglietene uno per provare il più illustre dei piatti marsigliesi – la bouillabaisse – e altre pietanze a base di pesce.
Qui si svolge anche il mercato domenicale e, durante il periodo natalizio, nella piazza antistante l’attracco delle imbarcazioni vengono allestiti l’albero e il mercatino a tema.
Canèbiere e Thiers
Dal porto si può facilmente proseguire a piedi per continuare ad esplorare il primo arrondissement, in particolare zona di Canèbiere, che prende il nome dall’omonima strada e che collega il porto con il quartiere Réformés.
Siamo in pieno centro storico, ma le strade sono oggi moderne ed offrono molte proposte interessanti per lo shopping: concept stores, negozi per gli appassionati di sneakers, boutiques indipendenti e di grandi brand, profumerie e la storica libreria Maupetit dagli infissi rossi – la più antica di Marsiglia. La passeggiata continua nel quartiere residenziale di Thiers: elegante e raffinato, ospita il Conservatorio ma anche il Liceo più antico di Marsiglia. Qui non mancano le pasticcerie, l’ideale per una pausa accompagnata da un éclair o da una tartelletta.
Le Panier
In tarda mattinata ci spostiamo a Le Panier, senza dubbio uno dei miei luoghi preferiti di questo viaggio.

Per molto tempo, Le Panier è stato considerato un quartiere malfamato, insalubre, culla della malavita cittadina. Lo scrittore marsigliese Jean-Claude Izzo, nel suo libro Total Kheops scriveva che vivere al Panier, “il quartiere dei marinai e delle puttane”, era una vergogna. Sembrerebbe che il suo nome derivi proprio dalla strada Rue de Panier, sede dello storico locale Le Logis du Panier, dalle cui finestre le prostitute erano solite calare con una fune dei cestini del pane per riscuotere dai clienti il loro compenso.

Oggi Le Panier si presenta coloratissimo e accogliente, a tratti alternativo ma soprattutto dal fascino decadente, caratteristica questa per me assolutamente predominante e che suggerisce una certa resistenza del quartiere e dei residenti alla sua progressiva gentrificazione.


Qui non occorrono mappe o itinerari, il bello sta nel perdersi attraverso il groviglio di viuzze per ritrovarsi in qualche piazzetta che ospita una mostra di pittura temporanea o in un negozio di antiquariato. E poi botteghe artigianali con ampio spazio dedicato al sapone di Marsiglia, negozi di abbigliamento vintage, ceramisti, locali per tutti i gusti e soprattutto tanta, tanta street art.
La Joliette
Il nostro primo giorno alla scoperta di Marsiglia si conclude nel quartiere la Joliette (lo ritroveremo ancora più avanti) dove il centro commerciale Les Docks ci ha salvati dall’improvvisa pioggia torrenziale.
Non amo i centri commerciali, ma in questo caso non si tratta del tipico agglomerato di negozi di fast fashion, bensì di un enorme edificio riqualificato, suddiviso in piccole corti che ospitano stores piuttosto ricercati. La parte che ho preferito è stata quella dedicata ai negozi di arredamento.
Cosa vedere a Marsiglia – Secondo giorno
Noailles
Il nostro secondo giorno a Marsiglia inizia con una passeggiata attraverso Noailles, un quartiere multietnico e vivace le cui comunità prevalenti sono quella turca e nordafricana. Il suo punto forte è il mercato che, a conti fatti, si estende su tutta l’area poiché non si tratta di una struttura coperta o circoscritta, ma di una serie infinita di negozi, bancarelle e ristoranti.
Mi sento di consigliare assolutamente un giro in questa zona perché Marsiglia è nota proprio per il suo carattere multiculturale, e qui decisamente lo si respira.
Cours Julien
Continuando a salire e lasciandosi alle spalle Noailles, in pochi minuti si arriva a Course Julien. Come per Le Panier, anche qui la prima cosa che vi balzerà agli occhi saranno i murales e i graffiti presenti ovunque: dalle facciate degli edifici fino alla celebre scalinata colorata.


A Course Julien però le vibrazioni cambiano, si tratta di un quartiere volutamente alternativo, creativo e dall’atmosfera più rilassata rispetto al nostalgico Panier. Noterete molti negozi dedicati agli strumenti musicali o alla discografia e alla musica in generale, tanto vintage, laboratori e piccole gallerie indipendenti, negozi e ristoranti biologici. Insomma, si respira davvero un clima piacevole e a me è piaciuto moltissimo.
Palais Longchamp
Cambiamo zona e ci dirigiamo verso Palais Longchamp, nel quarto arrondissement. Prima di arrivarci, decidiamo di fare una sosta in quella che è stata per me la migliore boulangerie provata in questo viaggio (la trovi più avanti nella sezione dedicata).

Costruito per assicurare l’approvvigionamento idrico della città a seguito di un’epidemia risalente al 1835, questa imponente opera architettonica oggi ospita due musei collegati tra loro dall’iconico colonnato: quello delle Belle Arti e quello di Storia Naturale. Ad onor del vero, la struttura esterna mi è sembrata leggermente trascurata ma vale la pena visitarlo.
Alle sue spalle si estende l’omonimo parco, molto amato dai cittadini poiché si tratta di una delle poche zone verdi di Marsiglia.
La Corniche
Torniamo verso il mare per goderci il tramonto da La Corniche. Si tratta di una strada panoramica incastonata nella roccia lunga circa cinque chilometri, dalla quale è possibile accedere a varie spiagge. Il tratto più importante è segnato sulle mappe come Corniche Kennedy, perché è stato dedicato al presidente americano a seguito della sua scomparsa.

L’emblematico belvedere punteggiato dall’arco, la rende a tutti gli effetti una terrazza sul mare dall’aria romantica e drammatica al tempo stesso.
Nelle varie insenature rocciose disseminate lungo il cammino, le barche ormeggiate e le piccole case colorate creano scenari pittoreschi.
Cosa vedere a Marsiglia – Terzo giorno
Mucem
L’ultimo giorno a Marsiglia comincia con una visita al Mucem – Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo.
Ho apprezzato moltissimo la struttura esterna che richiama la forma dei coralli, la sua estetica moderna in perfetto contrasto con il contesto circostante, e la sua ubicazione scenografica sul mare.

All’interno, invece, mi è sembrato mancasse un po’ di organizzazione. L’esperienza utente è migliorabile dal mio punto di vista, e trovo che il costo del biglietto di 11€ sia un po’ elevato. Per questo, probabilemente, non lo ricorderò come uno dei miei musei preferiti.
Tuttavia, mi è piaciuta molto una delle installazioni di Ghada Amer, artista attenta ai diritti delle donne. A Woman’s Voice is Revolution – questo il titolo della retrospettiva – include un piccolo giardino che, attraverso una struttura in ferro, riproduce un detto arabo modificandone un’unica sillaba e trasformandolo da “La voce delle donne è fonte di vergogna” a “La voce delle donne è rivoluzione”.
La Cathédrale de la Major
A soli dieci minuti a piedi dal Mucem, nel quartiere La Joliette, si erge maestosa la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, basilica in stile neobizantino dall’aspetto peculiare: presenta un’alternanza di pietre nere e verdi e marmo bianco che formano delle vere e proprie strisce orizzontali.

[A questo punto del viaggio, sfortunatamente, a causa di un problema di salute siamo stati costretti ad uno stop di mezza giornata che ci ha fatto perdere le ultime due tappe. Mi sento però di consigliarvele ugualmente, perché credo che meritino assolutamente di essere viste all’interno di un viaggio a Marsiglia.]
Cité Radieuse
Inaugurata nel 1952 e dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 2016, l’Unité d’Habitation (anche detta Cité Radieuse) progettata dall’architetto Le Corbusier, rappresenta una delle più importanti opere di architettura e urbanistica moderna.
L’esigenza di creare un progetto come questo nacque dalla disastrosa situazione lasciata dalla Seconda Guerra Mondiale, in cui molti cittadini avevano perso le loro case.
Tuttavia, per quell’epoca la visione di Le Corbusier era da considerarsi a dir poco avanguardistica e infatti il progetto non fu accolto positivamente all’inizio, né dai cittadini né dallo Stato che pure ne era il committente: l’idea di un cubo di cemento come contenitore di un intero spazio urbano, fece guadagnare all’edificio il nome di maison du fadàs, ovvero casa dei pazzi, perché si riteneva che abitarci potesse indurre alla depressione.
In realtà si trattava di un modello estremamente innovativo dal punto di vista urbanistico: tutti gli appartamenti si incastrano perfettamente l’un l’altro e con la struttura stessa, in modo da avere una doppia esposizione alla luce del sole. Ma questo era solo uno dei principi che l’architetto aveva utilizzato pensando all’adattabilità degli spazi in relazione alla dimensione umana. Oltre alle abitazioni, tutti duplex di diverse dimensioni, una parte della costruzione era dedicata ad attività commerciali, aree comuni e perfino scuole.
Notre Dame de la Garde
Notre Dame de la Garde, protettrice dei marinai, è la più celebre chiesa di Marsiglia nonché la più iconica vista la sua posizione sulla cima di una collina da cui domina la città. Vi basterà fare una ricerca online per avere un assaggio della sua bellezza. Può essere raggiunta con un autobus che parte ogni venti minuti dal porto.
Cosa vedere a Marsiglia se avete un giorno in più
Parco Nazionale dei Calanchi
Se avessi avuto un giorno in più a disposizione o avessi visitato Marsiglia durante la bella stagione, avrei sicuramente inserito nel nostro itinerario il Parco Nazionale dei Calanchi. Si tratta di un tratto di costa rocciosa e ricca di biodiversità che regala meravigliosi strapiombi sul mare.
Château D’If
Appassionati de Il Conte di Montecristo, questo è il posto per voi. L’isola d’If, infatti, è nota per ospitare l’omonimo castello che, dopo essere stato una fortezza reale, è diventato una prigione a tutti gli effetti. E proprio qui trascorse i suoi anni di prigionia Edmond Dantès, personaggio immaginario e protagonista del romanzo di Alexander Dumas, prima di riuscire a fuggire.
L’isola è raggiungibile dal porto di Marsiglia con un traghetto che impiega circa venti minuti ed ha un costo di 10,80€, mentre l’ingresso al castello ha un costo di 6€.
Come spostarsi a Marsiglia
Marsiglia si presta ad essere girata a piedi. Tutti i luoghi menzionati in questo articolo, ad eccezione de la Corniche (per tornare in centro abbiamo preso un Uber), li abbiamo raggiunti camminando. Ma è anche vero che su questo punto io sono di parte: se posso girare un luogo a piedi lo preferisco, perché lo reputo un modo fantastico per conoscerlo.
Inoltre, va precisato che proprio le due tappe saltate sono quelle che avrebbero richiesto l’uso dei mezzi pubblici.

Se comunque non ve la sentiste di girare sempre e solo a piedi, Marsiglia conta con due linee di metropolitana e una rete di tram e autobus. Potete usufruirne acquistando il City Pass, un biglietto cumulativo che offre accesso illimitato al trasporto pubblico e ad alcune attrazioni.
Come raggiungere la città dall’aeroporto
Per raggiungere il centro città dall’aeroporto ci sono diverse opzioni:
- In bus: il bus n.91 parte ogni dieci minuti dal piazzale antistante gli arrivi. Il tragitto dura circa mezz’ora fino alla stazione St. Charles e costa 10€ o 16€ se comprate andata e ritorno. Una volta lì decidete se prendere altri mezzi o raggiungere l’alloggio a piedi. Questa è la soluzione che abbiamo scelto noi e ci è sembrata la migliore.
- In treno: a parità di costi, ci è sembrata un’opzione più scomoda perché prevede di prendere prima una navetta e poi un treno che arriva ugualmente alla stazione di St. Charles.
- In taxi: scelta sicuramente più comoda, ma anche più costosa. Il prezzo di una corsa per arrivare in centro, nel nostro caso si aggirava sui 40-50€.
Qualora il vostro viaggio includesse anche altre tappe in Provenza dopo Marsiglia, vi suggerisco di noleggiare una macchina e garantirvi la massima libertà di esplorazione.
Dove dormire
La nostra scelta è ricaduta sul The People Hostel e ci siamo trovati molto bene. Si tratta di un ostello molto moderno e particolare che offre sia posti letto in camerate che stanze matrimoniali con bagno privato.
La nostra camera era veramente grande e silenziosa, la posizione dell’hotel è centralissima e permette di spostarsi a piedi. All’interno della struttura sono presenti un bistrot dove è possibile fare colazione, cenare o fare aperitivo (lo staff ne organizza diversi durante la settimana!), un’area coworking, una cucina condivisa e un cortile privato in cui rilassarsi o lavorare.
Dulcis in fundo, l’intero hotel è concepito come una galleria d’arte, nel pieno spirito artistico della città: in tutti gli spazi sono presenti quadri e murales.
Dove Mangiare
Posso affermare con piacere che durante questo viaggio abbiamo mangiato quasi sempre bene, e dunque ecco i posti che mi sono piaciuti di più:
- La Banettine, la migliore boulangerie provata a Marsiglia. È un minuscolo forno frequentato dalla gente del quartiere e per niente turistico. Prezzi decisamente onesti, il personale non parla inglese, ma ci si capisce. Croque monsieur da capogiro!
- La Cigale, ottimo ristorante di pesce con vista sul porto e su Notre Dame de la Garde, consigliato per provare la bouillabaisse, ma non solo.
- Maison Geneve, locale dall’aspetto delizioso, con tante proposte sia dolci che salate, opzioni vegetariane e vegane, e una particolare attenzione all’ambiente grazie ad un uso della plastica ridotto al minimo. Ideale per un pranzo veloce.
- Splendido, ristorante italiano su rue de la République. Location stupenda e divertente, vi sembrerà di essere entrati in un film o saliti a bordo della carovana di un circo. Personale gentilissimo e cibo molto buono, soprattutto la pasta.
- Flower Burguer, una certezza se avete voglia di un hamburger vegano gustoso.
- Bistrot l’Horologe, ristorante di cucina francese poco distante dal porto. Servizio veloce e camerieri molto gentili; cibo molto buono, il Camembert in crosta è da provare assolutamente se siete amanti dei formaggi come me.
Quando andare
Indubbiamente la primavera e l’estate sono i periodi migliori per visitare Marsiglia e la Provenza in generale, ma vi assicuro che anche in inverno è una meta da prendere in considerazione. Se quello è il momento in cui potete concedervi un weekend a Marsiglia, non esitate.

Noi abbiamo fatto questo viaggio nel mese di dicembre, e non è la prima volta che scegliamo la Francia in questo periodo. A parte un po’ di pioggia un pomeriggio, non abbiamo avuto problemi. Il clima è simile a quello che si può trovare nella maggior parte delle città costiere di Italia o Spagna durante la stagione fredda.
Marsiglia è pericolosa?
Eccoci ad una delle domande più gettonate riguardanti Marsiglia. La città provenzale, infatti, è considerata la città più pericolosa di Francia e una delle più pericolose d’Europa.

Che dire, per quella che è stata la mia esperienza, non la considero una città pericolosa o almeno non nel suo insieme e non più di altre città che mi è capitato di vedere o in cui ho vissuto. Presenta delle complessità legate ad alcuni quartieri in particolare (non turistici) e all’alto tasso di immigrazione irregolare, con cui tutta la Francia deve fare i conti. Questo è il mio quinto viaggio in Francia e non ho notato grandi differenze rispetto a Lione o Montpellier su questi aspetti.
Come sempre, e per sempre lo scriverò, vale la regola del buon senso che poi è quella che cerco sempre di seguire io stessa evitando di ritrovarmi in situazioni incerte o poco chiare e cercando il più possibile di prestare attenzione, di rispettare i luoghi che visito e le persone che li abitano. E soprattutto, se il vostro istinto vi manda segnali di disagio rispetto ad un luogo, una situazione o una persona, dategli ascolto.
Buon viaggio a Marsiglia!
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